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Sostegno a professionisti e imprese

Dopo l’articolo dello studio ghidoni sulle misure di sostegno finanziario (vedi P.G. n° 2/2020 rubrica legislazione pubblicazione del 7 maggio scorso) il nostro prezioso collaboratore chiarisce le misure di sostegno per imprese e professionisti.
Dalla esclusione dei versamenti Irap al credito d’imposta sui canoni di locazione ai contributi a fondo perduto…

Sostegno a professionisti e imprese

IRAP, credito per locazioni e contributi a fondo perduto
SOSTEGNO A PROFESSIONISTI E IMPRESE
Riassunto delle misure nazionali e locali

Emergenza Coronavirus: misure di sostegno per imprese e professionisti
Il presente intervento intende riepilogare alcune misure di sostegno per imprese e professionisti approvate a livello nazionale e locale, per far fronte all’emergenza epidemiologica Covid-19.
Si tratta in particolare di:

  • l’esclusione dal versamento del saldo e I acconto IRAP disposta dall’art. 24 del DL 19.05.2020, n. 34 (c.d. “Rilancio”);
  • la concessione di un credito di imposta sui canoni di locazione di immobili non abitativi disposta dall’art. 28 del DL 19.05.2020, n. 34 (c.d. “Rilancio”);
  • misure attivate dalla Provincia Autonoma di Trento con delibera di Giunta n. 657 del 19.05.2020, che prevedono la concessione di contributi a fondo perduto per gli operatori economici (cd. “#RipartiTrentino”).

 

Esclusione dei versamenti IRAP
In relazione all’esclusione dei versamenti IRAP, l’art. 24 del DL “Rilancio” ha previsto che i contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 19.5.2020, sono esclusi dall’obbligo di versamento del saldo IRAP relativo al periodo di imposta in corso al 31.12.2019, nonché della prima rata dell’acconto IRAP relativo al periodo di imposta successivo.
Rimane fermo il versamento dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2019.
Fermo restando il pagamento dell’acconto dovuto per il 2019, il saldo 2019 escluso da versamento è pari all’eventuale eccedenza a debito emergente dalla dichiarazione IRAP 2020.
Lo sconto fiscale, quindi, è “effettivo” soltanto in presenza di un saldo 2019 a debito, circostanza che, di regola, ricorre solo per i soggetti che, nel 2019, abbiano incrementato il valore della produzione netta rispetto al 2018 (e, dunque, vantino un’IRAP dovuta per il 2019 superiore a quella dovuta per il 2018).
La prima rata di acconto esclusa dal versamento va determinata in misura pari al:

  • 40% dell’acconto complessivamente dovuto, per i soggetti estranei agli ISA;
  • 50% dell’acconto complessivamente dovuto, per i soggetti ISA.

Si supponga che un’impresa, o un professionista, vanti un’imposta dovuta per il 2019 pari a € 10.000,00: in questo caso, il primo acconto IRAP che non dovrà essere versato a giugno/luglio 2020 ammonta a:

  • € 4.000,00, per i soggetti estranei agli ISA;
  • € 5.000,00, per i soggetti ISA.

Al fine del calcolo del saldo IRAP 2020, dall’imposta dovuta per il 2020 (che emergerà dalla dichiarazione IRAP 2021) andrà scomputata, oltre alla seconda rata di acconto che sarà effettivamente versata a novembre 2020, anche la prima (figurativamente determinata in misura pari al 40% –o 50% per i soggetti ISA– dell’IRAP dovuta per il 2019), pur se non versata.
Riprendendo l’esempio formulato in precedenza e ipotizzando che l’imposta dovuta per il 2020 sia pari a € 8.000,00, la dichiarazione IRAP 2021 chiuderà a credito per € 2.000,00 sul presupposto che a novembre venga versata la seconda rata dell’acconto IRAP in misura pari a € 6.000,00 (cioè, il 60% di 10.000,00), per i soggetti estranei agli ISA, e a € 5.000,00 (cioè, il 50% di 10.000,00), per i soggetti ISA.

Credito d’imposta sui canoni di locazione 
Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione e agli enti non commerciali è riconosciuto un credito d’imposta parametrato ai canoni di locazioni degli immobili ad uso non abitativo.
Il credito spetta a condizione che:

  • i compensi 2019 siano inferiori a 5 milioni di euro;
  • i locatari abbiano subito un calo di almeno il 50% del fatturato nel mese di riferimento.

Il credito d’imposta è commisurato all’importo dei canoni dei mesi di marzo, aprile e maggio (aprile, maggio e giugno per le strutture turistico-ricettive con attività solo stagionale) ed è pari al:

  • 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, leasing operativo (non finanziario) o concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività professionale di lavoro autonomo;
  • 30% in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo.

Quanto alle modalità di fruizione dell’agevolazione, il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa o in alternativa può essere ceduto.
Il credito è utilizzabile in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni. A tal fine nel modello F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, occorre indicare il codice tributo “6920”.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 14 del 6 giugno 2020, ha precisato che, in alternativa, il credito d’imposta può essere ceduto al locatore/concedente “a titolo di pagamento del canone”. In tale ipotesi, il versamento del canone è da considerarsi avvenuto contestualmente al momento di efficacia della cessione. In altri termini, considerata la finalità della norma di ridurre l’onere che grava in capo al locatario, è possibile fruire del credito in esame attraverso la cessione dello stesso al locatore o conducente del credito di imposta, fermo restando che in tal caso deve intervenire il pagamento della differenza tra il canone dovuto ed il credito di imposta (40% del canone considerando che il credito è del 60%, 70% del canone in caso di affitto d’azienda)
Il credito d’imposta può essere ceduto anche ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. Le modalità attuative della cessione dei crediti d’imposta saranno definite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate (art. 122 del DL 34/2020).

#ripartitrentino – contributi a fondo perduto 
Le misure attivate dalla Provincia Autonoma di Trento con delibera di Giunta n. 657 del 19.05.2020, si concretizzano nella concessione di contributi a fondo perduto a favore degli operatori economici che occupano non più di undici addetti e che hanno subito gravi danni valutati con riferimento al volume di attività, in conseguenza dell’epidemia da COVID-19. 
Per poter beneficiare del contributo, gli operatori economici richiedenti devono essere in possesso dei seguenti requisiti: 
a) avere sede legale nel territorio provinciale al momento della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale; 
b) non essere assoggettati a procedure concorsuali alla data di presentazione della domanda, dovendosi intendere come tali anche i piani attestati di risanamento previsti dall’art. 67, comma 3, lettera d), del R.D.16 marzo 1942, n. 267 e gli accordi di ristrutturazione dei debiti previsti e disciplinati dall’art. 182-bis del medesimo decreto; 
c) aver registrato, nell’ultimo periodo di imposta disponibile alla data di presentazione della domanda, un volume di attività su base annua maggiore di € 12.000 e fino a € 5 milioni; 
d) aver subito un grave danno in conseguenza dell’epidemia di COVID-19, ovvero: 

  • per gli operatori economici che impiegano fino a 9 addetti, un calo del volume di attività di almeno il 50% nel periodo di osservazione (lasso temporale minimo di due mesi continuativi all’interno del periodo che va da marzo a maggio 2020) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente; 
  • per gli operatori economici che impiegano da 10 a 11 addetti, danno che deriva dal calo del volume di attività complessivo di almeno il 70% nel trimestre marzo - maggio 2020 rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente; 

e) aver conseguito, nell’ultima dichiarazione presentata, un reddito –desumibile dai quadri RE, RF, RG o LM– pari o inferiore a € 40.000. 

Per gli operatori economici che hanno iniziato l’attività nel periodo di imposta 2019, il reddito che consente di usufruire del contributo deve essere pari o inferiore a € 40.000, commisurato al periodo dell’anno in cui l’operatore economico ha svolto la sua attività. Il limite reddituale di cui sopra è incrementato di € 15.000,00 per ciascun ulteriore socio, associato o collaboratore familiare che presta la propria attività lavorativa a favore della società, dell’associazione professionale o dell’impresa familiare alla data della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, fino comunque a un limite reddituale massimo di € 70.000,00. 
La misura del contributo a fondo perduto è pari a: 

  • € 3.000,00 fino a 3 addetti; 
  • € 4.000,00 fino a 6 addetti; 
  • € 5.000,00 fino a 11 addetti. 

Gli operatori economici neo costituiti ricevono un importo fisso di € 3.000,00. 
Sono previste delle maggiorazioni per gli operatori economici che nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 hanno sostenuto canoni di locazione per gli immobili nei quali viene esercitata l’attività o canoni di affitto d’azienda o del ramo d’azienda con cui viene svolta, anche in parte, l’attività. 
La maggiorazione risulta pari al 40 per cento dell’ammontare totale dei canoni sostenuti per tali mesi e comunque non superiore a € 1.200,00. 
Sono esclusi da detti importi i canoni di leasing immobiliare, nonché i costi delle concessioni di beni immobili e aree pubbliche. La condizione di aver effettivamente corrisposto il canone deve essere certificata dal locatore. 
A pena di esclusione, la domanda di contributo deve essere presentata dall’operatore economico o da un suo delegato –entro il 31 luglio 2020– mediante piattaforma informatica messa a disposizione dalla Provincia. 
I contributi saranno concessi ed erogati da parte della struttura provinciale competente (APIAE), secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda e nei limiti delle risorse disponibili. 
L’operatore economico richiedente il contributo –in sede di domanda– dovrà dichiarare il rispetto dei seguenti obblighi fino al 31 dicembre 2021: 
a) salvaguardia del numero di addetti; 
b) regolare pagamento delle retribuzioni dei dipendenti; 
c) regolare pagamento dei debiti nei confronti dei propri fornitori. Tale situazione sarà attestata da parte di un iscritto all’Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili o al Registro dei revisori legali che attesterà che l'operatore economico ha provveduto a pagare le retribuzioni e –per almeno una quota pari al contributo ricevuto– i fornitori di beni e servizi; 
d) accettazione di ogni controllo, conservazione e messa a disposizione della documentazione attestante il possesso dei requisiti per l'accesso ai contributi e il rispetto degli obblighi derivanti dai presenti criteri fino al 31 dicembre 2025. 

Detta agevolazione risulta cumulabile con altri incentivi, anche finanziari, emanati a livello nazionale e provinciale per fronteggiare l’attuale crisi economico - finanziaria causata dall’emergenza sanitaria da COVID-19 nel rispetto delle disposizioni in materia di cumulo previste dalle pertinenti normative dell’Unione europea.
Per i dettagli si invita a visitare il sito https://ripartitrentino.provincia.tn.it/