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Post pandemia: tendenze di mercato

La “voglia di casa” sarebbe sparita dopo la pandemia? Le previsioni erano le più pessimiste ma una recente indagine di mercato le smentisce…

Post pandemia: tendenze di mercato

Imprevedibili sorprese nella recente indagine di mercato
POST PANDEMIA: TENDENZE DI MERCATO
Cambiano le esigenze nel mercato immobiliare

I potenziali acquirenti
Una indagine approfondita su circa 2000 persone circa le tendenze post Covid ha dato segnali incoraggianti.
Non c’è stato il previsto fuggi fuggi dall’investimento nel mattone ma, con sorpresa, si è potuto constatare che la “voglia di casa” è rimasta. Anche se gli orientamenti sono un po’ cambiati.
Tra tutte le persone che, prima dell’emergenza, avevano l’idea di comperare casa, il 73% dei potenziali compratori ha confermato le intenzioni di acquisto.
Il 47% ha pure confermato l’interesse per l’acquisto della seconda casa.
La sorpresa è –piuttosto– rappresentata dalla modifica delle preferenze. Infatti l’interesse si è spostato dalle zone centrali della città alle aree semicentrali o periferiche per abitazioni con maggiore superfici.

Ed i venditori?
Dalla stessa indagine condotta da Sarpi Immobiliare risulta che 1/3 dei venditori è disposto a trattare sul prezzo dell’immobile messo in vendita con ribassi anche consistenti.
Infatti il 34% dei proprietari di immobili con un valore che si aggira attorno ai 300mila euro è propenso ad accettare un prezzo inferiore anche del 20% rispetto alla richiesta iniziale.
I più restii a ridurre i prezzi sono invece i proprietari di immobili di pregio.
Sembra che la voglia di “restare in casa” abbia come aspirazione una stanza in più dalla quale lavorare da remoto; ma anche più balconi e terrazzi, migliore visuale verso panorami e spazi aperti.

Più scettici gli operatori immobiliari
Gli operatori immobiliari non sono altrettanto ottimisti sulle prospettive di mercato.
La maggioranza vive in un clima di attesa.
Circa i 2/3 si aspettano una contrazione per tutto il 2020 sia nel numero di transazioni che nei prezzi.
Questi ultimi potrebbero –secondo le loro stime– contrarsi del 20% e più.

Tempo di buoni affari?
Questo scenario potrebbe avviare un periodo nel quale si possono concludere buoni affari.
Una timida ripresa, Covid permettendo, è prevista solo per il 2021.
Nel frattempo chi può permetterselo, è libero di cercare una buona occasione.