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Politici, alleati affidabili?

Al momento di andare in stampa le notizie che ora possiamo dare saranno in parte superate.
Non sono invece superate alcune riflessioni doverose per sondare quel difficile rapporto che esiste tra le categorie professionali ed il mondo della politica.
In tutto il mondo il sistema democratico scricchiola paurosamente. La democrazia "digitale" non è certo la soluzione di tutti i nostri mali ed allora stanno nascendo i primi esperimenti di "democrazia partecipata", quella più difficile da realizzare ma anche quella che creerebbe un clima di maggior fiducia nell'elettorato ora assente dalle urne per un buon 40%.

l’annuncio del convegno Cassa del 1° marzo 2019.

Perché il dialogo è difficile
POLITICI, ALLEATI AFFIDABILI?
Riflessioni dopo l’incontro con i candidati

I rapporti tra il mondo delle libere professioni e quello della politica non sempre sono stati improntati alla collaborazione ed al dialogo.
Eppure la via del dialogo tra categorie professionali e mondo della politica non solo è possibile ma è diventato irrinunciabile perché proprio i professionisti sono i sensori di molte situazioni, spesso difficilmente percepibili negli alti scranni.
In un momento dove i sondaggi danno un buon 70% in esultanza per i due vice premier, l'altro 30% è terrorizzato dai loro proclami, invettive ed iniziative assistenziali che creano buchi paurosi nella finanza.
Noi, nel nostro piccolo Trentino, una provincia con una popolazione numerosa come un rione della capitale, stiamo difendendo la nostra autonomia e guardiamo con molte aspettative questo momento in cui decisamente si è cambiata pagina.
Cosa sarà del nostro futuro?

Se la coerenza si vede dal mattino, qualcuno ricorderà le manifestazioni a Borghetto dove un giovane rappresentante del popolo voleva alzare un muro. Essendo però nato a Bussolengo sorgeva sempre il dubbio se lui volesse stare al di qua o al di là del muro. Ora sappiamo dove sta.
Adesso i muri sono altri; caduti quelli regionali, si stanno alzando i muri di incomprensione in tutta Europa ma anche all'interno dei nostri Paesi e comunità.
Parole di pace arrivano quasi soltanto dalla finestra domenicale di Francesco che però, nei fatti, pochi ascoltano.
Scusate le divagazioni.
Nel panorama degli eventi che interessano il mondo delle libere professioni risulta degno di nota l'incontro del comitato interprofessionale con i candidati presidente della nostra provincia.
L'incontro non poteva che essere di natura elettorale, considerando che -potenzialmente- ciascuno poteva aspirare alla stanza dei bottoni.
In effetti le domande rivolte ai candidati non hanno consentito ai candidati presidente di andare al di là delle normali promesse.
Ovviamente ognuno -tranne una eccezione- hanno manifestata la disponibilità a collaborare con i professionisti anche per i futuri incarichi pubblici.
Ma quali erano le istanze dei rappresentanti delle libere professioni?
Le richieste di maggior spessore hanno riguardato la tutela del territorio e del paesaggio, bene comune da tutelare per la salvaguardia dell'ambiente e del turismo nelle sue forme più compatibili.
I candidati presenti hanno confermata la disponibilità per dare impulso alle opere pubbliche ed agli incarichi sottosoglia anche per restituire ossigeno all'economia trentina.
Particolarmente pressante è stata la richiesta dei geologi i quali hanno ribadita la denuncia (profetica per i successivi disastri del 29 ottobre) circa la mancanza di un monitoraggio nella manutenzione del territorio: in particolare degli invasi, briglie e opere di sostegno che risultano carenti di verifiche e di manutenzione, spesso fin dall'epoca della loro costruzione.
E poi?
Non poteva mancare il dito puntato sulla burocrazia, quella bestia che tutti affermano di voler sconfiggere ma che ogni passata amministrazione ha contribuito ad alimentare con nuove leggi, normative complicate e modulistica assurda.
Se qualche politico volesse finalmente passare alla storia dovrebbe veramente smontare quel mostro che in Italia è l'incubo per molti: 100.000 leggi spesso complicate, assurde e scritte malamente che aiutano il Paese a scivolare nella inefficienza e nella corruzione.
Nel formulare gli auguri di buon lavoro ai nostri politici di fresca nomina trasmettiamo pure il nostro messaggio più che convinto: rinunciare ad un dialogo continuo e costruttivo con il mondo delle libere professioni sarà -per loro- un dannoso peccato di superbia che li allontanerà sempre più dai problemi della gente.