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Le recenti modifiche introdotte nella disciplina degli acquisti di carburante

La legge di bilancio 2018, con il fine di prevenire e contrastare fenomeni di evasione ai fini IVA, ha inciso profondamente sulla disciplina che interessa gli acquisti di carburante. Le novità introdotte della Legge n. 205 del 2017 hanno modificato le regole in tema di detrazione IVA e deduzione del costo del carburante, incidendo in particolare su due ambiti applicativi: i mezzi ritenuti idonei per il pagamento di benzina e gasolio, nonché l'introduzione di nuovi obblighi in tema di documentazione per gli acquisti del carburante.
Nel proseguo del presente articolo si analizzeranno nello specifico tali cambiamenti, soffermandosi perlopiù sugli aspetti di carattere operativo che interessano coloro che esercitano una libera professione.

Le recenti modifiche introdotte nella disciplina degli acquisti di carburante

Le recenti modifiche introdotte nella disciplina degli acquisti di carburante

Modalità di pagamento​

A partire dal primo luglio 2018, la legge di bilancio 2018 ha introdotto una condizione necessaria per poter esercitare la detrazione dell'IVA e la deduzione del costo del carburate rinvenibile nell'obbligo di effettuare i pagamenti relativi agli acquisti di benzina e gasolio mediante mezzi tracciabili. In particolare, le modifiche normative hanno interessato l'art. 164 del TUIR, con l'introduzione del nuovo comma 1 bis, per quanto riguarda la deducibilità dei costi per l'acquisto di carburante, mentre le nuove regole che interessano la detrazione dell'IVA sono disciplinate dall'art. 19-bis 1 lett.d) del DPR 633/1972.
L'art. 164 del TUIR dispone che le spese sono deducibili se il pagamento del corrispettivo avviene esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione all'Anagrafe tributaria ex art. 7, sesto comma, del DPR n. 605 del 29.09.1973. Analoga previsione è disposta ai fini IVA, con la peculiarità che l'art. 19-bis 1 prevede che il pagamento possa avvenire anche con ulteriori mezzi di pagamento idonei individuati mediante provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, creando una non perfetta equiparazione delle due discipline. La mancata coordinazione dell'ambito applicativo delle suddette due normative è stata superata con l'emanazione, in data 04.04.2018, del provvedimento n. 73203 che, oltre ad individuare gli ulteriori mezzi di pagamento, ha assimilato la disciplina delle imposte dirette con quella IVA.
Tra le modalità ritenute idonee individuate dal provvedimento rientrano gli assegni bancari e postali, i vaglia cambiari e postali, i mezzi di pagamento elettronici quali l'addebito bancario, il bonifico, il bollettino postale, le carte di debito, quelle di credito e le prepagate, nonché tutti gli altri strumenti di pagamento elettronici disponibili che consentono l'addebito in conto corrente. Il pagamento in contanti resta pertanto l'unica modalità che non consente la detraibilità dell'IVA e la deducibilità del costo del carburante.
Si analizzano di seguito alcuni strumenti di pagamento che consentono la tracciabilità dei pagamenti e possono rivelarsi operativamente molto funzionali, quali i buoni carburante, i contratti di netting ed i pagamenti mediante dispositivi elettronici.

Buoni carburante

Utilizzando tale strumento il pagamento del carburante avviene in un momento diverso rispetto all'acquisto dello stesso. I buoni vengono emessi da soggetti terzi rispetto a coloro che gestiscono gli impianti di distribuzione e la tracciabilità dei pagamenti deve sussiste- re sia nel rapporto tra società petrolifera ed utenti, sia in quello tra gestore dell'impianto e società petrolifera. Si differenziano tra buoni monouso, che consentono di effettuare i rifornimenti di carburante presso i gestori di impianti gestiti della medesima compagnia, e quelli multiuso, in cui i rifornimenti possono avvenire anche presso impianti stradali di distribuzione gestiti da compagnie diverse e fruendo dell'opportunità di acquistare anche ulteriori beni e servizi messi a disposizione del gestore.
La direttiva 2016/1065/UE ha codificato il trattamento ai fini IVA dei buoni multiuso. In particolare, l'acquisto dei buoni emessi dal primo gennaio 2019 costituirà un'operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell'art. 2, comma 3, lett. a) DPR 633/1972 e l'imposta verrà assolta solo in un momento successivo, ovvero quando verrà effettivamente utilizzato il buono per il pagamento del carburante.

Contratti di netting

Con un contratto di netting si instaura un rapporto assimilabile a quello di una somministrazione di beni di cui all'art. 1559 del codice civile: il gestore di un impianto si impegna nei confronti di una società petrolifera ad effettuare cessioni periodiche o continuative nei confronti dell'utente. Il pagamento del carburante avviene mediante l'utilizzo di carte magnetiche rila- sciate dalle compagnie petrolifere e, anche in questo caso, i rapporti economici tra compagnia petrolifera, impianto di distribuzione e utente devono avvenire mediante mezzi tracciati.

Dispositivi elettronici - smartphone/tablet

La circolare n. 8/E dell'Agenzia delle Entrate riconosce, tra le modalità di pagamento tracciabili, anche i servizi offerti dai vari operatori del settore, fra cui rientrano, a titolo esemplificativo, le applicazioni per smartphone/tablet, i dispositivi elettronici vari, che consentono l'acquisto di carburante mediante ad- debito diretto del costo su conto corrente o carta di credito (contestualmente all'acquisto o in un momento successivo) del soggetto passivo cessionario, ovvero attingono ad una provvista da questi mantenuta presso l'operatore.
Restano peraltro immutate le altre condizioni che devono essere rispettate ai fini della detrazione dell'IVA e della deducibilità dei costi per l'acquisto di carburante. Per quanto riguarda i limiti ai fini IVA si ricorda che, in linea generale, gli esercenti arti e professioni hanno la possibilità di portare in detrazione il 40% dell'IVA sugli acquisti di carburanti e lubrificanti destinati a veicoli a motore. Ai fini delle imposte dirette, invece, le spese per carburante, così come gli altri oneri relativi a mezzi di traporto utilizzati dai professionisti, sono deducibili nella misura del 20%.

Documentazione per gli acquisti di carburante​

Inizialmente previsto per il 1° luglio 2018, il Consiglio dei Ministri con il decreto legge n. 87/2018 ha pro- rogato al 1° gennaio 2019 il termine per l'entrata in vigore dell'obbligo di fattura elettronica per le cessioni di carburante effettuate presso gli impianti stradali di distribuzione, allineando così tale adempimento con quello previsto per la generalità delle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi IVA.
Fino a tale data, pertanto, può continuare ad essere utilizzata la vecchia "scheda carburante" come strumento per documentare gli acquisti di carburante, ovvero il documento riepilogativo degli acquisti di carburante effettuati mediante carte di credito, bancomat o prepagate. Con riferimento a quest'ultima modalità, la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 42 del 9.11.2012 ha chiarito che per detrarre l'IVA e dedurre il costo del carburante è necessario che la carta utilizzata per il pagamento della benzina/gasolio sia intestata al soggetto esercente la professione ed inoltre dall'estratto conto deve individuarsi la data del rifornimento, il distributore presso il quale è stato effettuato, nonché l'ammontare del corrispettivo pagato.
Di fatto, con l'introduzione, a partire dal 1° luglio 2018, dell'obbligo di utilizzare mezzi tracciati ai fini della detrazione IVA e della deducibilità del costo relativo all'acquisto di carburante, l'utilizzo della vecchia "scheda carburante" è di fatto superato.
Permane l'obbligo di emissione di fattura elettronica, già a partire dal 01.07.2018, per le cessioni di benzina e gasolio destinate ad essere utilizzate come carburanti per motori, non effettuate da impianti stradali di distribuzione. Si evidenzia, tuttavia, che il rinvio di tale obbligo per i distributori, non vieta l'emissione della stessa da parte degli impianti che si erano già attrezzati tecnologicamente, in vista dell'originaria scadenza.

Fattura elettronica

Oltre ai dati che devono essere obbligatoriamente indicati in fattura così come disciplinati dall'art. 21 del DPR 633/1972, si considera essenziale, ancorché non normativamente previsto, l'indicazione di elementi in grado di individuare il veicolo, rinvenibili, a titolo esemplificativo, nella targa, nel modello e nella casa costruttrice. A tale proposito, l'Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 89757/2018, ha precisato che nel campo "TipoDato" deve essere inserita la stringa "TARGA", la targa del mezzo per cui si effettua il rifornimento di carburante deve essere altresì indicata nel campo "RiferimentoTesto".
Trova inoltre indicazione nella fattura elettronica anche la tipologia di carburante -benzina o gasolio- utilizzato ai fini del rifornimento, in particolare i campi "Codice- Tipo" e "CodiceValore"' vanno compilati inserendo la dicitura "CARB" e uno dei codici di riferimento identificativi del carburante ceduto.
Nel presente articolo si sono ripercorsi i principali interventi normativi che hanno interessato la disciplina degli acquisti di carburante. Alcuni di questi cambia- menti sono già entrati in vigore, altri obblighi invece sono stati prorogati al 1° gennaio 2019. Per tale data si attendono inoltre ulteriori importanti novità: numerosi sono stati infatti gli interventi introdotti dalla "legge di bilancio 2019", approvata dal Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre 2018, che potrebbero interessare coloro che esercitano una libera professione.
Si cita, a titolo esemplificativo, l'estensione del numero di professionisti che potranno aderire al regime forfetario, grazie all'incremento della soglia dei ricavi entro la quale è consentito accedervi. La legge prevede infatti un innalzamento del limite ad euro 65.000. Un altro interessante intervento riguarda la cosiddetta "pace fiscale": il cosiddetto stralcio delle cartelle esattoriali fino a mille euro, affidate all'agente della riscossione tra il 2000 ed il 2010; la possibilità di sanare, attraverso apposito dichiarazione integrativa, il pregresso non dichiarato applicando un'aliquota del 20% (si potrà in particolare far emergere fino ad un massimo del 30% in più rispetto a quanto già dichiarato e comunque con un tetto di 100.000 euro); la rottamazione ter, rivolta a coloro che avevano fatto domanda di rottamazione bis e che hanno poi versato almeno una rata (questi contribuenti potranno diluire i debiti con il Fisco in modo molto più vantaggioso, con dieci rate di pari importo spalmate su cinque anni) ed altro ancora.
Tuttavia, il percorso che attende la legge di bilancio 2019 per la sua definitiva entrata in vigore è ancora lungo. In primis la legge dovrà essere sottoposta al parere della Commissione Europea ed inoltre dovrà compiere l'intero iter parlamentare necessario per la sua approvazione; conseguentemente potranno ancora essere apportate delle modifiche.
Sarà cura dello Studio diffondere adeguata informativa quando il testo di legge sarà definitivo.