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La Banca Dati non decolla

Una stima immobiliare priva di una banca dati è come un acquario senz'acqua.
Lo abbiamo sostenuto in diverse occasioni e ora, abbiamo impegnato il vice Presidente di E-Valuations a chiarire quale sia lo stato dell'arte in regione per attivare finalmente lo strumento indispensabile per la nostra attività nel settore estimativo.

La Banca Dati non decolla

In attesa di progetti regionali
LA BANCA DATI NON DECOLLA
Ottime iniziative in altre regioni

 

In attesa di avere le risposte che ci sono state promesse, cerchiamo di capire quali Collegi siano stati più virtuosi e dove i risultati siano già stati conseguiti.
Il Collegio Geometri di Torino in collaborazione con le classi quinte di un Istituto Tecnico e nell'ambito del progetto "Alternanza scuola lavoro", dopo aver attivato un apposito corso formativo di 50 ore in ambito estimativo, è riuscito a creare una banca dati del settore immobiliare.
I dati principali sono stati acquisiti dalla Scuola tramite le note di trascrizione, mentre gli elementi mancanti hanno trovato evidenza nei dati trasmessi dai notai roganti, dalle agenzie immobiliari intervenute nonché dalla presenza di amministratori condominiali. Alcune ricerche -poi- sono state completate con un sopralluogo ricognitivo diretto.
Sulla stessa linea anche il Collegio di Rovigo che, all'interno del medesimo progetto, ha attivato una buona forma di collaborazione con un istituto tecnico locale e, dopo l'attivazione di ben due corsi formativi per gli studenti coinvolti (uno di estimo ed uno di informatica) è riuscito nella creazione della banca dati immobiliare in sinergia con la scuola, l'agenzia entrate, i notai dell'area. Il tutto attraverso un apposito software finalizzato allo scopo.
Ma un esempio forse unico e primo in Italia arriva da Ascoli Piceno. Il progetto attuato dal Collegio di Ascoli Piceno avviato nel 2014 vede l'iniziativa ed il coinvolgimento del collegio geometri, del tribunale locale e dell'ordine provinciale dei notai. Questa forma di collaborazione ha coinvolto ulteriori soggetti economici e non tra i quali figurano Tecnoborsa, Sepa, Ordine dei Commercialisti, Ordine degli Avvocati, Camera di Commercio, Confindustria, Ance e CNA.
Questa apprezzabile iniziativa ha portato ad un protocollo di intesa per la promozione della qualità delle perizie estimative nei procedimenti giudiziali. E le province di Trento e Bolzano? Con la disponibilità del Libro Fondiario, la quantità e la ricchezza delle informazioni renderebbero molto più facile l'acquisizione dei dati. Se ne parla da anni ma, al momento, di banca dati...non se ne vede nemmeno l'ombra.

CTU: A proposito di qualità delle perizie.​
Ne fa le spese il soccombente che si consola con una birra (piccola).

Del tutto apprezzabile il protocollo d'intesa di Ascoli Piceno per promuovere la qualità delle perizie nei procedimenti giudiziali.
Nel settore delle consulenze tecniche ci sono due mondi che si incontrano, si scontrano e, spesso, parlano lingue diverse, come sostiene... Paolo Frediani nelle sue conferenze.
Dal momento in cui nei procedimenti civili è stata introdotta la procedura della "bozza di consulenza", i consulenti di parte se la vedono assai dura, in quanto in moltissimi casi il CTU -invece di analizzare le tesi contrarie alle sue affermazioni -solitamente intraprende due strade: ignora i commenti di parte, oppure -ostinatamente- fa ogni sforzo per convincere il Giudice che "all'infuori della propria verità" non c'è spazio per nessun'altra alternativa.
È un mix di ignoranza, saccenza e mancanza di umiltà che -come afferma il già citato geometra Paolo Frediani- merita la cancellazione di questi CTU dagli albi dei periti.
Proprio in questo modo sulla CTU cade il silenzio tombale, specialmente quando il Giudice -e lo fa spesso- ignora il tecnico di parte o ne sottovaluta le tesi più ragionevoli ed argomentate.
Se questo si può definire una delle maggiori crepe nella giustizia, tant'è che il contenzioso (oltre che per la crisi) ha subito un picco spaventoso, c'è un altro aspetto che lascia allibiti: si tratta della mancanza di omogeneità di giudizio e valutazione tra i diversi CTU. Il fenomeno si è ingigantito a dismisura specialmente da quando, complice la crisi dell'edilizia, molti si sono rifugiati in questo delicato settore diventando -improvvisamente- "autorevoli ed accreditati" CTU.
I casi da annoverare sono molti e si sono riscontrati proprio nei settori dove il giudizio soggettivo la fa da padrone, senza possibilità di replica.
Non soltanto nelle stime da un CTU ad un altro emergono responsi diversi ma anche in altri settori come la valutazione in campo espropriativo o magari nella valutazione dei vizi d'opera.
Proprio da manuale sono due casi giudiziari analoghi: stessi rumori, stesse deficienze negli impianti, stesse problematiche urbanistiche e via dicendo.
Nel primo caso il CTU è giunto ad una svalutazione di una unità immobiliare per quasi 100.000 euro, nell'altro caso alla "sorprendente" cifra di 35 euro.
Quest'ultimo era arrivato a stabilire che un imbianchino poteva uscire dal magazzino, raggiungere una casa nell'intrigo del centro storico, pitturare una stanza e tornare in magazzino, il tutto per un compenso complessivo di 35 euro.
Meno male che la parte soccombente era una persona di spirito: con l'indennizzo si è permessa una pizza, una birra (piccola) ed anche il dessert.