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Esami abilitazione 2019

Da qualche settimana sono terminati gli esami di abilitazione “edizione 2019”.
Anche le formule invecchiano ed è proprio il caso dei nostri esami, vecchi di 35 anni: e li dimostrano tutti!
Ai lettori più attenti alla vita della categoria proponiamo due articoli, questo strettamente di cronaca, e quello del colloquio con il commissario d’esame Graziano Pizzini.

Esami abilitazione 2019

Poco rispettate le quote rosa
ESAMI ABILITAZIONE 2019
Nuovi abilitati ed interrogativi sui numeri e formule

Da poche settimane sono stati archiviati anche gli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione.
Per la categoria e per il Collegio si tratta di un momento particolare: una sorta di check point per dare l’accesso alla libera professione alle giovani leve che hanno compiuto il passaggio del praticantato.
Molti sono gli interrogativi alla resa dei conti ed in effetti –in queste occasioni– la categoria cerca risposte sui molti aspetti che possono emergere dall’annuale prova d’ingresso nel novero degli abilitati.
Chi sono i candidati, cosa hanno fatto, quanti si iscriveranno all’albo, cosa si attendono dalla professione…
Tante belle domande che, vuoi per la privacy, vuoi per la scarsa voglia di coinvolgimento, restano senza risposta.
Dalle scarne informazioni non criptate apprendiamo che gli abilitati sono “18”, i maschi 15, le femmine 3.
Ma allora –qualcuno si chiede– non sono rispettate le quote rosa?
Purtroppo no e sarebbe interessante conoscere il motivo, considerando che la professione ha perso da tempo quel connotato maschilista che ne ha contraddistinto per anni la natura: quella di “rudi” condottieri di cantiere, spericolati topografi su impervi versanti ed intransigenti direttori lavori sempre in conflitto con maestranze e committenti tra ordini di servizio e contabilità lavori.
Perché ci siamo allontanati dal tema principale, non è ben chiaro ma –forse– era il desiderio di trovare finalmente un vero interlocutore per qualche sfida e provocazione lanciata dal notiziario alla platea di lettori troppo spesso rassegnata e silenziosa.
Ebbene per non deludere chi vuole arrivare velocemente al sodo, andiamo ad esporre i momenti essenziali di questo evento. 

La formula è sempre attuale?
Ecco forse il primo interrogativo. Nel volgere del tempo, abbiamo visto prove d’esame più svariate: costruzione di teatri, centri velici, case a schiera e molto altro.
Tutte cose che possiamo progettare nella realtà?
Non sembra proprio considerando che il nostro alveo naturale è quello delle modeste costruzioni.
Però le considerazioni circa le prove di abilitazione non si fermano ai titoli dei temi scritti.
È la formula della “matita e righello” che risulta stantia. Ormai le matite e righelli giacciono sotto stratificazioni di polvere negli studi dei più anziani o nelle stanze vuote custodite come musei sacri dalle vedove di quelli passati a miglior vita.
Ormai negli studi si usa il CAD e si studia la progettazione BIM.
Ed allora, si può ancora affermare che i vecchi strumenti possano consentire ai candidati di esprimersi con mezzi adeguati di uso corrente?
Una risposta la fornisce Graziano Pizzini, commissario di lungo corso, che ha accettato di rispondere alle nostre domande più maliziose.

La prima prova scritta
La prima prova scritta doveva essere svolta in 8 ore. Durante la prova erano consentiti l’uso di strumenti di calcolo non programmabili e non stampanti e la consultazione di manuali tecnici e di raccolte di leggi non commentate.
Il testo risulta il seguente:

In un lotto di terreno pianeggiante di mt. 28,5 x 32,3 in zona di completamento con If = 0,8 mc/mq si intende costruire una casa bifamigliare con caratteristiche di tipo rurale, su due livelli.
L’abitazione dovrà presentare delle forme tradizionali.
Definire il progetto di massima comprendente i seguenti elaborati in scala:
Piante scala 1:100
Almeno due prospetti 1:100
Una sezione nella quale si evidenzino anche le caratteristiche tecnologiche e costruttive scala 1:100 (eventuali dettagli scala 1:20)
Planimetria delle sistemazioni esterne in scala opportuna

La seconda prova scritta
Pure la seconda prova scritta doveva essere svolta in 8 ore.
Il testo di questa seconda prova è il seguente:
La particella pentagonale ABCDE necessita di una recinzione continua e cancello di ingresso a due ante centrato sul lato AB. Sono note le coordinate plano altimetriche dei vertici della particella rispetto ad un sistema di assi cartesiani ortogonali:

VERTICIASCISSEORDINATEQUOTE ALTIM.
A258,75208,80115,37
B388,6075,40109,28
C210,20- 65,4599,01
D50,3536,25105,69
E73,10148,70110,28

Il candidato dopo aver calcolato le distanze e le quote dei vertici ABCDE, rappresenti lo sviluppo del lotto di terreno.
Successivamente progetti la recinzione costituita genericamente da un muretto con sovrastante rete metallica. Disegnandone lo sviluppo planimetrico, il profilo ed i particolari costruttivi, in scala appropriata, della sezione trasversale e del cancello di ingresso. Delle opere esegua il computo metrico.

Le prove orali
Circa le prove orali non abbiamo molto da dire. Qualche informazione può trapelare dal colloquio con il commissario Graziano Pizzini il quale ha fornito alcuni indirizzi di massima ed alcune sue considerazioni.
Per ogni candidato che aveva superato le due prove scritte veniva esaminato il curriculum in modo da conoscere i suoi trascorsi di praticante.
Con questo criterio si evitava di puntare su settori che –magari– erano finiti in secondo piano mentre invece venivano privilegiate le capacità di apprendimento del singolo candidato.
Si tratta anche di un corretto sistema per evitare che magari qualcuno ritenga la commissione un ostacolo e non un mezzo per ottenere l’abilitazione.

Gli abilitati 
Gli iscritti agli esami, nel collegio di Trento, erano 31.
Al termine degli esami sono stati abilitati 18 candidati. 
Ecco l’elenco completo:

  1. Angheben Francesco
  2. Bettega Walter
  3. Biasiolli Samanta
  4. Caden Matteo
  5. Calligari Davide
  6. Farina Alessandro
  7. Gilmozzi Sebastian
  8. Iob Filippo
  9. Libera Andrea
  10. Lucchetta Silvano
  11. Matordes Pamela
  12. Matteotti James
  13. Mattivi Evelin
  14. Michelotti Walter
  15. Sartori Riccardo
  16. Scartezzini Niccolò
  17. Spinella Manuel Giovanni
  18. Villotti Federico

E poi?
E poi, non si sa. Ai 18 abilitati si aprono le porte verso la libera professione; se lo vorranno.
Noi ce lo auguriamo, non soltanto per il bene del loro futuro ma anche del nostro.
Nel formulare loro i migliori auguri, evitiamo le frasi di rito.
Loro sanno che, ai tempi nostri, tutto è più difficile e complicato. All’inizio di un percorso è facile smarrirsi nell’intrigo di procedure, adempimenti, rapporti con le persone e le istituzioni.
A tutti auguriamo che nel proprio Collegio trovino il sostegno che si aspettano e che –soprattutto– riescano a superare le difficoltà dei primi anni di professione dove ciascuno faticosamente deve affermarsi nella battaglia quotidiana: quella di portare i propri bilanci in positivo.