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D.L. 124/2019: il modello F24

Tutte le novità del decreto legge 26.10.2019 riguardante il modello F24. Le novità in materia di compensazioni, l’obbligo dell’uso dei sistemi informatici ed altro ancora.

D.L. 124/2019: il modello F24

Sanzioni per crediti non utilizzabili in compensazione
D.L. 124/2019: IL MODELLO F24
Le indebite compensazioni e l’uso dei sistemi telematici

NOVITÀ IN MATERIA DI COMPENSAZIONI – D.L. 26.10.2019 N. 124
Il D.L. 124/2019 –c.d. DL “collegato” alla legge di bilancio 2020– ha previsto una serie di disposizioni finalizzate a contrastare le indebite compensazioni nel modello F24, fenomeno purtroppo divenuto frequente negli ultimi anni.
In particolare, tra le varie misure contenute nella citata disposizione normativa, si segnalano:
l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi e IRAP per la compensazione dei relativi crediti superiori a 5.000,00 euro (art. 3 co. 1 e 3);
l’estensione dell’obbligo di utilizzare i sistemi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni (art. 3 co. 2 e 3);
la sanzione di 1.000,00 euro per lo scarto del modello F24 contenente crediti non utilizzabili in compensazione (art. 3 co. 5 - 8).
Come evidenziato nella relazione illustrativa al decreto, dette misure consentirebbero:

  • di effettuare un riscontro preventivo dei dati attestanti l’esistenza del credito prima che questo venga utilizzato in compensazione per il pagamento di altri tributi o contributi;
  • all’Agenzia delle Entrate, già in fase di elaborazione dei modelli F24 ricevuti, di scartare le deleghe di pagamento nel caso in cui contengano compensazioni di crediti che non risultano dalle dichiarazioni presentate oppure che risultano da dichiarazioni non dotate del visto di conformità, producendo l’effetto positivo di evitare il prelievo dalla contabilità di Stato dei fondi corrispondenti ai crediti compensati, determinando una corrispondente e immediata riduzione della spesa per il bilancio dello Stato.

Di seguito si fornisce una prima analisi delle nuove disposizioni in materia di compensazione, tenendo presente che il DL 26.10.2019 n. 124 è in corso di conversione in legge e quindi suscettibile di modifiche.

OBBLIGO DI PREVENTIVA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI E IRAP
L’art. 3 co. 1 del DL 124/2019 ha previsto l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione per la compensazione “orizzontale” nel modello F24 di crediti, per importi superiori a 5.000,00 euro annui, relativi alle imposte sui redditi e relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’IRAP.
Tali crediti potranno quindi essere utilizzati in compensazione solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione del modello REDDITI o IRAP dal quale emergono. 
In precedenza, la compensazione dei crediti in esame non presupponeva la preventiva presentazione della dichiarazione, mancando al riguardo una norma analoga a quella prevista ai fini IVA; ora la nuova norma estende le stesse regole già applicabili ai crediti IVA, introducendo un differimento temporale del momento in cui diviene possibile l’utilizzazione del credito fiscale in compensazione.
Le nuova disciplina si applica con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2019. Si tratta, quindi, dei crediti emergenti dai modelli REDDITI 2020 e IRAP 2020.
Poiché  il “Decreto Crescita” ha stabilito il differimento a regime del termine per la presentazione telematica dei modelli REDDITI e IRAP, per i contribuenti “solari”, dal 30 settembre al 30 novembre, come osservato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) con il comunicato stampa del 10.10.2019, c’è il rischio che la nuova disciplina si trasformi in una sorta di “prestito forzoso” a carico del settore privato; per evitare ciò, sarà necessario “garantire la possibilità di presentazione delle dichiarazioni almeno dalla fine del mese di febbraio, come avviene per l’IVA, altrimenti le compensazioni resteranno bloccate fino all’autunno, con effetti evidentemente inaccettabili e dannosi sia per i professionisti che per le imprese”.
Poiché allo stato attuale la presentazione della dichiarazione dei redditi e IRAP, pur potendo ufficialmente avvenire a partire dal mese di maggio, può in concreto essere differita per esigenze di aggiornamento dei modelli, delle specifiche tecniche, dei software applicativi e dei moduli di controllo, difficilmente sarà possibile anticiparne la presentazione, in modo da accedere il prima possibile alla compensazione per gli importi superiori a 5.000,00 euro.
Si conferma inoltre che, per effettuare la compensazione dei sopra citati crediti per un importo superiore a 5.000,00 euro annui, la dichiarazione presentata dovrà essere munita del visto di conformità rilasciato da un soggetto abilitato, salvo beneficiare dell’esonero fino a 20.000,00 euro annui, in base al regime premiale relativo all’applicazione degli indici di affidabilità fiscale (ISA).
Si ritiene infine che, analogamente a quanto avviene con i crediti annuali IVA, la compensazione dei crediti per imposte dirette e IRAP, fino all’importo di 5.000,00 euro, possa avvenire prima della presentazione della dichiarazione dalla quale emergono, a partire dal giorno successivo a quello di chiusura del relativo periodo d’imposta.

OBBLIGO DELL’USO DEI SISTEMI TELEMATICI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE PER LA PRESENTAZIONE DEI MODELLI F24
Con una prima modifica apportata dall’art. 3 co. 2 del DL 124/2019, è stato esteso ai contribuenti non titolari di partita IVA l’obbligo di utilizzare i sistemi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni “orizzontali” ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, di qualsiasi importo di crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’IRAP, nonché dei crediti d’imposta ai fini agevolativi da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.
Sulla base dei chiarimenti che erano stati forniti dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 9.6.2017 n. 68 in relazione ai contribuenti titolari di partita IVA, sono esclusi dall’obbligo di presentazione tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, anche in relazione ai soggetti non titolari di partita IVA, i modelli F24 che espongono compensazioni tra crediti e debiti della stessa imposta (c.d. compensazione “verticale” o “interna”), sulla base dei codici tributo indicati nell’Allegato 3 alla suddetta risoluzione.
Per effetto delle ulteriori modifiche apportate dall’art. 3 co. 2 del DL 124/2019, tale obbligo è stato esteso anche a tutti i crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta, ovvero alle compensazioni di crediti relativi ai rimborsi/bonus erogati ai dipendenti o soggetti assimilati, in particolare:

  • i crediti relativi ai rimborsi erogati dai sostituti d’imposta a seguito della presentazione dei modelli 730;
  • i crediti relativi al c.d. “bonus Renzi” (artt. 13 co. 1-bis del TUIR e 1 co. 15 della L. 190/2014).

Ai sensi dell’art. 3 co. 3 del DL 124/2019, le nuove disposizioni relative all’utilizzo dei sistemi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti compensazioni “orizzontali” si applicano con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2019.

SANZIONE PER LO SCARTO DEL MODELLO F24 CON CREDITI NON UTILIZZABILI IN COMPENSAZIONE
In base all’art. 37 co. 49-ter del DL 223/2006, introdotto dalla L. 205/2017, l’Agenzia delle Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, l’esecuzione dei modelli F24 contenenti compensazioni che presentano profili di rischio. I criteri che possono indurre al blocco preventivo delle compensazioni sono, tuttavia, molto vaghi e non a caso il provvedimento si riferisce, in modo generico, alla tipologia dei debiti pagati, alla tipologia dei crediti compensati piuttosto che alla coerenza dei dati indicati nel modello F24.
I pagamenti e le compensazioni contenuti nel modello F24 scartato si considerano non eseguiti. Di conseguenza, in capo al contribuente possono, se del caso, essere irrogate le sanzioni da omesso/tardivo versamento di cui all’art. 13 del D. Lgs. 471/97.
L’art. 3 del DL 124/2019, ha previsto inoltre che, in caso di delega di pagamento scartata, sia irrogata al contribuente una sanzione di 1.000,00 euro, punendo, nella sostanza, un tentativo di indebita compensazione. Infatti, la compensazione (potenzialmente indebita), a causa del blocco, non è avvenuta. 
Le novità indicate opereranno dalle deleghe di pagamento presentate a partire dal mese di marzo 2020, in attesa delle disposizioni attuative, che saranno assunte con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.