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Corruzione: parte seconda

Nella precedente pubblicazione avevamo introdotto l’argomento “corruzione” citando l’opera da poco pubblicata da Raffaele Cantone.
Forse mai nessuno come lui, l’ha indagata, conosciuta e combattuta.
Stavolta tratteremo due argomenti del massimo interesse nel settore degli appalti: il cemento depotenziato e le truffe nelle gare di appalto.

Corruzione: parte seconda

I trucchi per “vincere” gli appalti
CORRUZIONE: PARTE SECONDA
Truffa e tentato omicidio: il calcestruzzo depotenziato

Premesse
La corruzione, un male inguaribile in Italia. I corrotti sono sempre gli altri ma capita anche a noi di ricorrere ad una conoscenza, fare una telefonata per un aiutino e cose di questo genere: peccati veniali? Piccola corruzione? Metodi indispensabili per poter sopravvivere?
È il sistema, sospira qualcuno.
Però fintanto che il Paese non si sforza di eliminarla ci troveremo sempre a fare i conti con la corruzione, grande o piccola che sia.
Raffaele Cantone, presidente dell’ Anac da poco rientrato in magistratura, è una persona ammirevole, attivissima su questo fronte e soprattutto schiva.
Il successo della prima parte del nostro notiziario, che riguarda la corruzione ci induce a proporvi altri spezzoni del recente libro dedicato ai “ragazzi che hanno a cuore il futuro del loro Paese” scritto da Raffaele Cantone assieme a Francesco Caringella.
Proseguiamo quindi a descrivere le situazioni più svariate che muovono questo mondo spesso sotterraneo ma anche alla luce del sole.

Il cemento depotenziato
Cosa si doveva inventare la criminalità per lucrare denaro nella realizzazione delle opere pubbliche?
Il cemento depotenziato, cioè una miscela con inerti non adatti, alte percentuali di acqua e scarsa presenza di ferro.
Nelle opere pubbliche il risparmio per i costruttori disonesti può essere anche molto rilevante.
Questo espediente va spesso ricollegato al pagamento di tangenti. Veniva per esempio utilizzato nei lavori della famigerata Autostrada Salerno-Reggio Calabria, la cui costruzione è durata oltre 50 anni e si è conclusa nel 2016 dopo aver cambiato il nome in “Autostrada del Mediterraneo”.
Dalle indagini sono emerse storie sistematiche di tangenti fino al pagamento del 3% ai politici locali e alle cosche della ‘ndrangheta capaci di infiltrarsi nei cantieri.
Ma il caso non è unico. Le intercettazioni registrate nelle indagini sulla linea ferroviaria dell’alta velocità Milano-Genova, riguardano conversazioni sull’impiego del “cemento depotenziato” da far rabbrividire del tipo “cemento che sembra colla”, oppure “calcestruzzo che non ha una barriera fisica e defluisce un po’ a cazzo come gli pare”.
In pratica si tratta di materiali su cui non venivano effettuati controlli grazie alla complicità di chi avrebbe dovuto farli.

Appalti vinti con sistemi da “fantascienza”
L’Italia detiene molti record nell’uso di intelligenza, fantasia, genio ed astuzia per aggirare gli ostacoli, specie quelli di natura legale.
La legge prevede regole molto rigide per le gare pubbliche ma i “lestofanti” hanno più fantasia del legislatore tant’è che ricorrono a sistemi sempre più sofisticati.
Sentite qualcosa sull’argomento avvenuta –guarda caso– in un Comune campano.
Com’è noto il sistema più praticato è quello di aprire –di notte– le buste chiuse con le offerte con sistemi che consentono di scollare i lembi per richiuderle senza lasciare traccia: si verificano le offerte e si cambia la busta del soggetto da favorire in modo da farlo risultare il migliore.
Nel comune campano di cui sopra si è fatto di più, molto di più.
Infatti un funzionario infedele si era procurato uno strumento della più avveniristica chirurgia. Cioè un laparoscopio che consente l’ispezione di organi interni del corpo umano grazie ad una microtelecamera.
Con questo sistema veniva aperto un piccolissimo lembo della busta, introdotta la telecamera e lette le offerte pervenute.
A questo punto si sostituiva la busta del favorito cambiando l’offerta in modo che risultasse la migliore.
Se questi sono sistemi da “007” ce ne sono altri più abituali.
Come quello di un ingegnere di Napoli che, grazie alle sue conoscenze, riusciva perfino a pilotare la formazione delle commissioni di gara grazie ai suoi rapporti con gli ordini professionali in modo da poter considerare un’offerta migliore di un’altra.
Un altro sistema è quello di costruire “bandi su misura”: si stabiliscono requisiti di partecipazione che sono in possesso di un solo concorrente per consentirgli di vincere la gara.
Il sistema corruttivo non risparmia nessuno. È entrato perfino nel sistema degli appalti pilotati presso le caserme della Marina militare di Taranto.
Per ogni appalto, commessa, fornitura che la base della Marina militare doveva attivare, c’era una tangente del 10%.
La vicenda si è conclusa con sette sentenze di patteggiamento ed altri sette riti abbreviati.

La pratica della corruzione non conosce limiti. Pervade talmente il Paese e tantissime attività di ogni genere che la battaglia per sconfiggerla è veramente difficile ed impegnativa.
Noi facciamo il tifo per Raffaele Cantone che crede di poter vincere questa piaga anche perché crea disparità ed ingiustizia specie verso i più deboli che saranno sempre a pagarne le conseguenze.