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Assemblea 24.06.2020

La recente assemblea ordinaria ha posto in evidenza alcune problematiche che i Colleghi devono conoscere per poter far fronte comune nel superare un momento critico per la Categoria.
Ecco alcune puntualizzazioni emerse lo scorso 24 giugno.

È il momento di pensare al futuro
ASSEMBLEA 24.06.2020
Poche le presenze: colpa del virus?

“P.G.” ha sempre voluto accompagnare la pura cronaca delle assemblee con qualche considerazione che vale la pena sottolineare.
Non si vuole quindi riportare la sintesi della esauriente relazione del Presidente, già pubblicata sul nostro sito, ma piuttosto porre l’accento su alcune situazioni che emergono dalla relazione stessa e sullo spinoso tema della partecipazione.

LA PARTECIPAZIONE
Sarà colpa del virus la presenza limitata a 18 colleghi?
No certamente. Il virus ha già le proprie colpe ma non si può assumere anche questa.
Purtroppo la Categoria non dedica alla vita del Collegio ed al proprio futuro quella attenzione che in questo momento appare quanto mai indispensabile.
Non vogliamo utilizzare i termini “incoscienza, leggerezza, rispetto” od altro ma i numeri in picchiata degli iscritti e la stessa faticosa attività del Consiglio meritano sicuramente la propria presenza nelle tre ore di partecipazione annuale.
Chiudiamo questo argomento con la consapevolezza che – purtroppo - nulla cambierà anche per il futuro.
Passiamo invece a problemi di categoria di evidente ricaduta su tutti.

LE CANCELLAZIONI
Soltanto fino a pochi anni fa, la categoria contava circa 100.000 iscritti. Adesso i numeri sono in netto calo e sfiorano gli 80.000.
La situazione, decisamente allarmante, appare dai numeri annunciati dal presidente che ha riferito di ben 72 cancellazioni nell’anno 2019, di un numero di iscritti sceso a 960 unità in Trentino e di un trend assai preoccupante per il 2020.
Il fenomeno è molto, ma molto serio perché se un tempo si diceva “meglio pochi ma buoni” adesso questa pesante situazione rende perfino incerto il futuro dei colleghi più giovani che rischiano di trovare una Cassa di Previdenza in grave difficoltà.
Non è nostro compito individuare le cause di queste emorragie, né di trovare i rimedi ma appare di tutta evidenza come un appellativo prestato dal cibo per gatti (CAT) abbia sminuito un titolo di grande prestigio e popolarità come quello di “geometra”.
La riforma “Gelmini” ci ha inferto un colpo di grazia che non meritavamo!
I numeri di iscrizione alla scuola CAT sono ugualmente molto significativi, così come è evitante il disorientamento dei giovani (e dei loro genitori) nel constatare che non esiste più un Istituto Tecnico per Geometri.
Il Presidente nazionale Savoncelli è un ottimista e dalle sue relazioni traspare un futuro molto luminoso per la categoria.
Sarà così? I tempi gli daranno ragione?
Al momento i numeri non confermano le sue previsioni e quindi sembra il caso di cercare altre strategie, non ultima quella di attenuare il contributo minimo fisso (circa 5.000,00 euro l’anno) per i pensionati attivi che si cancellano per evidenti squilibri tra entrate e spese

L’ATTIVITÀ DE COLLEGIO E VISIBILITÀ
La relazione del Presidente ha illustrato ampiamente l’attività del Consiglio e della segreteria ringraziando tutti quelli che contribuiscono ai rapporti con le scuole, le istituzioni, gli altri collegi e le iniziative di promozione della categoria.
In questo senso sembra che sia stato fatto molto.
Se ci fosse da obiettare qualcosa, si potrebbe chiedere una maggiore visibilità della categoria anche attraverso i media. Non solo ma le molteplici attività del Consiglio dovrebbero essere illustrate periodicamente sul notiziario (finché esisterà) sia per dare agli iscritti la consapevolezza dell’opera svolta ma anche per favorire un dialogo tra iscritti e Collegio che, nei fatti, non risulta molto vivace. 

IL DIBATTITO
A questo aspetto dell’assemblea non si è dato spazio mentre potrebbe essere un momento importante per i motivi appena illustrati ma anche per l’esercizio della partecipazione ad una sana democrazia.
Al di fuori da possibili toni polemici riteniamo sia doveroso spiegare che il dibattito a fine assemblea ha riguardato soprattutto due questioni: il costo del Consiglio di disciplina e il tema della scuola.
Quest’ultimo problema è stato sollevato dall’ex presidente Umberto Fumai il quale si è detto molto preoccupato dalla desertificazione delle classi CAT.
L’altro argomento non è nuovo. L’ex Presidente Tamanini ha ripreso una questione importante relativa ai costi di Consiglio di Disciplina.
In poche parole, come già emerso nell’assemblea del 2019, non si ritiene giusto ed opportuno che il mancato raggiungimento dei 60 crediti formativi (periodo 2015-2017) da parte di molti iscritti vada a pesare economicamente per circa 50.000,00 euro sul bilancio del Collegio, caricando indistintamente le conseguenze negative sugli iscritti in regola e sugli iscritti non in regola.

CONCLUSIONI
Queste poche righe sull’andamento dell’Assemblea non hanno certamente la pretesa di essere esaustive e complete in merito all’evento del 24 giugno scorso. 
La relazione del presidente Stefano Cova è già pubblicata sul sito del notiziario, mentre in questa sede si sono voluti semplicemente sottolineare alcuni aspetti della nostra vita di categoria, ma soprattutto del nostro futuro, che meritano un maggior interesse e coinvolgimento da parte di ciascuno.
Il virus non può essere un alibi per attribuirgli tutte le colpe di questo momento difficile.