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Verso la Laurea per geometri

Un po’ alla volta, a piccoli passi ci si avvicina al traguardo sperato da molti: la laurea abilitante per geometri.
Da Roma arriva una buona notizia: sulla G.U. è pubblicato il D.M. 12 agosto 2020 che riconosce la nuova classe di laurea in “professioni tecniche per l’edilizia ed il territorio”.
È sufficiente per risvegliare l’ottimismo nel Presidente Maurizio Savoncelli che lo poneva tra i traguardi necessari.

Soddisfazione del Presidente Savoncelli
VERSO LA LAUREA PER GEOMETRI
D.M. 12.08.2020: classi di laurea ad indirizzo professionale

Da quanti anni si insegue la laurea per geometri?
Questa è davvero una bella domanda alla quale –forse– soltanto gli anziani sanno rispondere.
Sarà almeno da 30 anni che la Categoria si trova a rincorrere questo traguardo sempre più utile e sempre più necessario.
Nel frattempo, la Categoria, inutile nasconderlo, ha sofferto a causa di molte condizioni sfavorevoli.
Quali?
La eliminazione degli Istituti tecnici per geometri.
Il crollo degli iscritti.
La crescita della fila degli architetti ed ingegneri.
Una certa perdita di identità con il percorso scolastico CAT.
Nella frenetica corsa per tamponare preoccupanti falle, si registra recentemente la pubblicazione sulla G.U. del D.M. 12.08.2020 per il riconoscimento di tre nuove classi di laurea ad orientamento professionale.

Soddisfazione del Presidente Savoncelli
Il Presidente Maurizio Savoncelli, intervistato dal quotidiano economico “Italia Oggi”, ha manifestato la sua soddisfazione per il raggiungimento di una tappa importante verso la laurea abilitante.
Questo decreto prevede un percorso di studio “allineato”, evita cioè la sovrapposizione con classi di laurea di contenuti e blocchi analoghi.
Finora si sono instaurati molti corsi di laurea per geometri che consentono l’accesso diretto all’esame di abilitazione, ma non sono direttamente abilitanti.
Se ne contano 12 tra i quali alcuni presso le università di Roma, Modena, Parma, Brescia, Udine, Padova, San Marino, Caserta e Potenza.
L’obiettivo è però la laurea abilitante. Si sta accelerando in questa direzione. È un percorso di studi che prevede lo svolgimento di un tirocinio ad indirizzo professionale durante il percorso di studio.
Si tratta della proposta che il Ministro Gaetano Manfredi presenterà a breve al Consiglio dei Ministri.
Nell’impianto proposto, la tesi di laurea conclusiva del corso è sostituita da un vero e proprio esame di abilitazione, del genere di quello già attuato quest’anno con la laurea in medicina.
Ci chiediamo spesso perché il problema dei nuovi ingressi nella professione sia così importante.
La risposta arriva da troppi report sulla condizione giovanile.

L’Italia non è un Paese per giovani
Lo sentiamo ripetere spesso. C’è perfino una trasmissione radiofonica con questo annuncio.
Ed è vero.
Anche le leggi più recenti come “quota 100” ed il “reddito di cittadinanza” sono state un autentico fallimento per quanto riguarda l’occupazione giovanile.
Il Presidente Savoncelli afferma che esiste una stretta relazione tra la disoccupazione e l’assenza di percorsi di indirizzo alla professione.
Oltre al preoccupante fenomeno del calo demografico, l’Italia si trova al penultimo posto (dopo la Romania) nel numero di laureati.
Da queste constatazioni nasce una urgente richiesta di fare presto per salvare le giovani generazioni che finora sono state svantaggiate a favore di quelle mature o anziane con provvedimenti discutibili come “quota 100”.