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Sono senza lavoro, colpa di…

Paolo Panerai, direttore editorialista di “Milano Finanza”, è un profondo conoscitore del mondo economico e finanziario. Dal suo osservatorio privilegiato non manca di lanciare i suoi strali contro le piaghe del nostro sistema.
In questa breve citazione vediamo come individua alcuni dei rimedi “miracolosi” per risollevare il sistema nazionale.
Tra gli altri…scrivere in “italiano” e non in “burocratese”.

Sono senza lavoro, colpa di…

L’ENA francese, l’eccellenza che in Italia non esiste
SONO SENZA LAVORO, COLPA DI…
Per combattere la crisi: parlare italiano, non burocratese

Un amico al quale avevo chiesto la sua opinione su “Prospettive geometri”, mi ha risposto:
“Cosa vuoi che mi interessi? Ho problemi molto più grandi in questo momento…come essere senza lavoro, per esempio!”
Ecco mi sono detto:
“Uno dei tanti che perde una buona occasione per capire perché “è senza lavoro!””
Proprio così.
Quante volte da queste righe abbiamo parlato della burocrazia e dei danni devastanti che produce nella nostra economia e nel nostro lavoro?
Parole al vento, fintanto che il nostro Paese non cambia direzione!
E se proprio ora il lavoro è sempre meno perché abbiamo imboccato la strada verso uno Stato assistenzialista, la massima colpa è proprio della burocrazia.
A questo proposito Paolo Panerai, brillante ed acuto direttore di “Milano Finanza”, interviene venerdì 8 maggio con un suo editoriale che potrei definire lungimirante e geniale.
Le piaghe di un Paese che da vent’anni non si risolleva da un continuo scivolamento verso il basso, secondo Panerai, si risolverebbero nel “fare contemporaneamente due operazioni: il disboscamento con il machete delle 164 mila leggi e una profonda selezione dei funzionari e dei dirigenti della pubblica amministrazione”.
Ebbene dopo queste due cure radicali, Panerai coglie l’occasione per spiegare come molti funzionari pubblici escano dalle fila della “scuola di amministrazione” italiana la quale –a detta dell’editorialista– non allaccia neppure le scarpe all’ENA francese che sforna Presidenti della repubblica, primi ministri e ministri per il semplice fatto di ammettere solo le migliori menti della Francia.
Secondo Panerai all’Italia serve un corso di laurea triennale e magistrale in pubblica amministrazione, in quanto non ne esistono di eccellenza né presso la Bocconi, né la Luiss.
Eppure in Italia si troverebbero sicuramente (?!) giovani che, a costo di essere pagati meno che nel privato, abbiano l’ambizione di svolgere un ruolo fondamentale per il Paese.
Ed ecco come Panerai tocca un nervo scoperto dei nostri burocrati: quello del linguaggio.
Infatti quelli che si laureano dovrebbero sostenere un esame di italiano e non in “burocratese”.
Qualsiasi testo che esce dalla Pubblica Amministrazione deve risultare chiaro e comprensibile sia per quanto riguarda le leggi che i regolamenti.
“La politica –prosegue Panerai– i parlamentari, il governo hanno la gravissima responsabilità di adottare e approvare quei testi, ma sono testi che diventano invece incomprensibili, di tripla quadrupla e quintupla interpretazione”.
A questo proposito Panerai lancia un appello al Presidente Conte, avvocato avvezzo alle interpretazioni delle leggi, alla loro complessità ed ambiguità.
Prenda l’occasione, signor Presidente dal “super Bonus pari al 110%”, affinché non sia scritto in più di tre pagine.
Questo provvedimento potrebbe costituire un robustissimo rilancio per l’edilizia, il settore più sinergico per molti altri settori.
Sarebbe un meccanismo virtuoso che permetterebbe di recuperare e migliorare l’enorme patrimonio immobiliare del Paese per metterlo in sicurezza e renderlo green.
Lo Stato non incasserà le imposte ma potrà recuperare con la crescita dell’IVA, i contributi ai lavoratori ed i risparmi sulla cassa integrazione.
Caro amico disoccupato che non hai tempo per leggere il notiziario, continua a non leggere “Prospettive Geometri” ma non trascurare di capire perché sei senza lavoro!