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Si è spento il decano della categoria

Geremia Giordani, geometra, classe 1915. Una vita vissuta fino all’ultimo per la sua terra attraverso più di un secolo di storia trentina, dall’impero di Francesco Giuseppe ai nostri anni di una Italia divisa e in crisi.
Il ricordo del nipote Davide Fusari…

Anno 1939 Maestranze all’opera nel cantiere del geometra Giordani per la costruzione della Macera Tabacchi a Ponte Arche

Anno 1939
Maestranze all’opera nel cantiere del geometra Giordani per la costruzione della Macera Tabacchi a Ponte Arche.

Geremia Giordani tra i primi iscritti nel 1945 con il n° 39
SI È SPENTO IL DECANO DELLA CATEGORIA
104 anni e 62 di professione

“Si ricorderanno di me quelli del Collegio?” 
Così un pomeriggio se ne era uscito durante una conversazione di quelle che normalmente avevamo stando seduti sul suo divano per tenergli compagnia. Un intrattenimento che passava da argomenti di attualità, considerazioni sui suoi acciacchi e ricordi di una vita tra lavoro, impegno discreto per la comunità e famiglia. 
Ed ecco che a pochi giorni dalla sua scomparsa, avvenuta il 24 ottobre scorso, la richiesta di Elvio Busatti giunge quasi a dare risposta a quella domanda e a dargli nuovamente gratificazione dopo la tanto amata targa che il Collegio gli aveva conferito in occasione del 60° di iscrizione alla quale teneva molto. Non solo per l'onorificenza in sé, quanto per quello che –entro il perimetro di quei sessant'anni– aveva costruito con tanta tenacia e determinazione.
Geremia Giordani era nato a Stumiaga di Fiavè il 14 aprile 1915 da una famiglia che alternava il lavoro contadino a quello edile, continuando una tradizione le cui tracce risalgono almeno all'Ottocento ma la cui data ufficiale d'avvio è il 1904:
alcuni suoi antenati erano stati gli appaltatori dell'innalzamento del Monumento alla Santa Croce a Bleggio Superiore.
Quasi naturale per lui dunque avviarsi ad accompagnare l'attività di famiglia, insieme al fratello Rodolfo. Meno scontata per il tempo l'iscrizione al Corso edile che frequenta a Trento negli anni Trenta e del quale rimangono in famiglia bellissimi disegni. 
Richiamato in Guerra, prima al fronte francese (“dove però non c'era niente da fare e perciò abbiamo costruito una chiesetta al Ciao Pais, sopra Salice d' Ulzio”, documentata dai fratelli Pedrotti con lui nel Battaglione alpino “Val di Fassa”1) e poi a quello albanese dal quale rientra ferito nel 1942. 
Grazie alla sessione straordinaria per i richiamati in guerra può completare gli studi da geometra, integrando le materie che al Corso edile non aveva frequentato e dando l'esame per il conseguimento del titolo nel 1945. 
Nel mentre aveva conosciuto Dirce Polla, maestra di Pinzolo appena rientrata dall'Istria e allora in servizio a Campo Lomaso: la sposerà proprio quell'anno e gli sarà compagna tutta la vita e madre dei suoi cinque figli.
All'antefatto costituito dalla progettazione e dalla costruzione dei primi corpi edilizi della Macera Tabacchi di Ponte Arche (1938-39), con il 1945 prende avvio una carriera pluridecennale in cui Geremia si divide tra lo studio tecnico e l'impresa di costruzioni, aiutato prima dalla figlia Raffaella, poi anche dal figlio Gianbattista e in seguito dalla nipote Silvia coadiuvati, via via, da diversi collaboratori che li hanno supportati nelle pratiche quotidiane.
Nel 2005 lo avevo intervistato nell'ambito di una ricerca scolastica sul miracolo economico in Giudicarie2 e mi aveva ritratto la valle del tempo come un luogo dinamico e in crescita, caratterizzato da un grande attivismo degli enti pubblici orientato soprattutto alla realizzazione delle infrastrutture e delle nuove attrezzature per le istituzioni (civili e scolastiche) ma anche da un incremento della costruzione di edifici privati con il progressivo passaggio dalle costruzioni in muratura in pietra a quelle in laterizio e il miglioramento delle dotazioni impiantistiche nonché delle caratteristiche igienico-sanitarie dei vecchi edifici. Grazie a sovvenzioni provinciali prendono avvio in quegli anni anche i primi risanamenti (a quell'epoca nel senso etimologico del termine) dei centri storici con la realizzazione dei servizi igienici e di abitazioni civili.
Il lavoro dello studio segue dunque la progettazione di interventi numerosi e ben realizzati ma sempre affrontati con modestia e semplicità, talvolta anche solo legati a opere complementari e parziali, la cui cifra negli anni è riconoscibile e denota piccoli aggiornamenti stilistici portati anche dai vari collaboratori che permettono ancora oggi di individuare le “case del geom. Giordani” dei vari decenni seguenti. Tra tutti gli interventi ricordava con affetto le case unifamiliari dove spesso si mescolavano vicende umane e rapporti sociali, tra cui quelle per il prof. Parisi e il dott. Montagna a Campo Lomaso. Ma pure interventi più singolari, che avevano richiesto approfondimenti specifici, come la collaborazione con l'ing. Albertini per la chiesa di Dorsino o la ricostruzione della cuspide del campanile di Bivedo realizzato in cunei di cotto secondo la tecnica dei campanili medioevali veronesi e quindi non più precisamente ripristinabile con i prodotti correnti d'allora.
Il cantiere, di questi lavori e di quelli dell'impresa, ha riempito per decenni le sue giornate con passione, presenza umana e professionale. Ha girato in lungo e in largo un Trentino sempre più in crescita dove l'impresa man mano otteneva le sue commesse seguendo con competenza e precisione la realizzazione di edifici che hanno attraversato tutti gli ambiti funzionali che caratterizzano il nostro territorio: da quello alberghiero al produttivo, dal residenziale economico-popolare a quello signorile coordinando una forza lavoro che ha raggiunto picchi significativi negli anni '70 (circa 50 operai) per assestarsi in seguito sui 30-40.
La sua figura emanava un certo rigore e una certa severità ma senza ostentazione; buono con tutti era molto rigido ed esigente prima di tutto con sé stesso. Bambino, lo ricordo interessatamente vigile sui lavori dell'ufficio, sempre pronto a partire (benché quasi 80enne) per andare a vedere questo o quest'altro cantiere, concentrato e chino su qualche computo metrico o sulla compilazione di offerte per questo o quell'altro appalto.
La Treccani ci dice che il geometra è “chi studia, conosce e applica i principî e le regole della geometria” e che questa è “in senso ampio e generico, lo studio dello spazio e delle figure spaziali, originariamente sviluppatosi in forma empirica come insieme di regole pratiche per la misurazione di superfici e la costruzione di figure semplici in rapporto a problemi di agrimensura”. 
Così penso sia bello ricordare Geremia, come una persona appassionata, resiliente e aperta al futuro che, con il metro –fisico e metaforico– dell'etica e del lavoro, ha saputo misurare la propria lunga vita e la terra per cui si è speso.

Anni ‘50 Il geometra Giordani assiste alla posa del “tradizionale albero” al compimento del tetto.

Anni ‘50
Il geometra Giordani assiste alla posa del “tradizionale albero” al compimento del tetto.

Anno 1957 Geremia Giordani Sindaco di Lomaso, presente alla posa della prima pietra dell’oratorio di Ponte Arche.

Anno 1957
Geremia Giordani Sindaco di Lomaso, presente alla posa della prima pietra dell’oratorio di Ponte Arche.

1. Cfr. Celestino Margonari, Gli alpini del “Val di Fassa” nella seconda Guerra Mondiale, Manfrini Editori, Rovereto 1987

2. Testimonianza del geometra Geremia Giordani in Il miracolo economico in Giudicarie, a cura di Renato Paoli e Marco Cassisa, Museo storico in Trento, Trento 2007, pp. 95-10

Anno 2019 Geremia Giordani nell’agosto di quest’anno, due mesi prima di spegnersi.

Anno 2019
Geremia Giordani nell’agosto di quest’anno, due mesi prima di spegnersi.