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Scatti curiosi e creativi

Al di fuori della loro vita professionale, di che cosa si occupano i nostri colleghi?
Degli impegni della vita familiare, dei viaggi, delle escursioni, di caccia e pesca, di regate veliche ma poi cosa altro?
È un mistero che ci incuriosisce ed intriga al tempo stesso, anche perché –abbiamo scoperto– molti dei loro interessi meriterebbero davvero di essere divulgati per la varietà, il loro valore e l’impegno culturale.
Facciamo un esempio. Quello del collega Primo Cassol…

La vita inquieta di Primo Cassol 
SCATTI CURIOSI E CREATIVI
Terre esotiche, gioielli architettonici, donne da sogno

Si può definire un “animo inquieto” quella persona che non si accontenta della routine delle vacanze trascorse sulla riviera romagnola o magari sul Gargano con qualche tiro fino ad Ibiza ma si spinge in avventure e luoghi fuori dai tour turistici?
Indubbiamente “animo inquieto” si può definire Primo Cassol che oltre ai suoi impegni professionali si appassionava per i viaggi nei paesi esotici, la fotografia, la ricerca storica, la scoperta della storia locale e delle ricche testimonianze austro ungariche nella cittadina di Arco, sua terra di adozione. Non solo, anche le battaglie politiche lo appassionavano, così come le battaglie per tutelare il patrimonio architettonico della sua città, residenza preferita dalla ricca nobiltà austriaca nei primi novecento.
Sebbene bellunese di nascita era interamente “arcense” perché legato alla sua città da una grandissima passione: scoprire e valorizzare la storia di questo piccolo gioiello del Basso trentino.
Del resto, spunti ne aveva in grande quantità: viali alberati di stampo asburgico, palazzi di raffinata architettura, il parco imperiale, i vecchi sanatori per ricchi borghesi, il Casino e molte, molte altre costruzioni che nel tempo sono state in parte abbandonate o diventate ghiotto boccone di speculazioni urbanistiche.
Davvero un salto indietro nel tempo in un mondo che ancora oggi attira l’ammirazione dei passanti e dei turisti nella “Sanremo del Trentino”.
Incontrare Primo Cassol era sempre molto piacevole perché era un fiume in piena, colmo di energia, idee ed iniziative.
Anche se la sua passione erano i viaggi, non rinunciava mai alla scoperta dei contatti umani di cui coglieva immagini stupende in luoghi esotici o suggestivi (i più recenti: India, Myanmar, Marocco e Sri Lanka).
Oltre alle immagini dei luoghi lontani o nascosti gli piaceva cogliere quelle più autentiche come i ritratti di “lavoratori” di mezzo mondo.
Sempre attratto dalla bellezza, oltre a quella di ambienti naturali, storici o architettonici, voleva valorizzare quella femminile con stupende modelle che posavano per il suo obiettivo in luoghi dove esprimeva sempre la sua originalità creativa.
Restano famose le sue immagini nella mostra dedicata all’architettura di Camillo Zucchelli, indimenticato mitico architetto-poeta di Arco.
Non si può dire che Primo Cassol sia rimasto fermo a pensare come riempire la giornata. Adorava i lunghi viaggi in moto ed i contatti umani, anche nei paesi con qualche mistero ancora da scoprire: velocità, avventura, luoghi e persone sconosciute da incontrare, fotografare ed intrattenere nella sua insaziabile curiosità del nuovo e dell’avventuroso.
Noi abbiamo un debito con lui. Dopo aver visto un magnifico palazzo dei primi novecento in completo disfacimento, avevamo l’idea di contattarlo e chiedergli le sue immagini, prima che l’incuria divorasse un prezioso angolo della Belle Époque di Arco.
È purtroppo rimasto un nostro sogno nel cassetto.
Lui se n’è andato prima.
Ci sembra di vederlo in quei luoghi lontani da dove non si ritorna. Con la sua moto, il coraggio e la curiosità alla ricerca degli spazi e delle immagini che da quaggiù non riusciva a fotografare.
A cavallo della moto si sta guardando attorno, abbassa il casco e gli occhiali e poi… un colpo di acceleratore e…via!
A scoprire qualche angolo di cielo ancora da fotografare.
E.D