Tu sei qui

Ricordo di Giuseppe Giongo

La campagna ride al sole, bianche nuvole transvolano nel cielo di aprile.
Ma non è lo stesso aprile e non è primavera se non possiamo nemmeno salutare gli amici che se ne vanno.
 

Ricordo di Giuseppe Giongo

Amico più che collega nel giudicariese
RICORDO DI GIUSEPPE GIONGO
Nemmeno il tempo di salutarlo

Attraverso quanti abbracci, conversazioni, strette di mano ma pure attraverso i gesti quotidiani come pigiare un bottone di ascensore, toccare una maniglia…o quante e quali strade avrà seguito il perfido virus per partire dall’Oriente ed arrivare da noi, fino ad insinuarsi silenzioso e mortale nelle nostre valli e nei nostri paesi?
Siamo ancora attoniti, senza parole e senza risposte dinanzi alla morte che falcidia giovani ed anziani ma in particolare di quella generazione di “nonni” che avrebbe avuto ancora tanto da dare e da raccontare.
È così che, per un’altra volta, siamo costretti a ricordare un Collega importante. Importante per la sua vita così piena di interessi ed attività ma anche ricca di esperienze e relazioni umane: non il semplice numero di iscritto numero 352 del Collegio di Trento.
Non siamo ancora in grado di definire Giuseppe Giongo, nato a Cares nel 1937 ed iscritto all’albo nel 1969: era un artista prestato alla professione oppure viceversa un professionista prestato all’arte?
Invece potrebbe essere tutti e due, sicuramente un eclettico che non si risparmiava nemmeno nella vita politica e sociale della comunità.
Nella professione era un “saggio” ed un amico al quale ci si rivolgeva con fiducia per la sua esperienza, le capacità ma soprattutto per la generosa disponibilità.
Senza alcuna vena di retorica si può affermare che Giuseppe Giongo diede credibilità ed autorevolezza alla nostra categoria non soltanto verso l’esterno ma anche e soprattutto con i suoi Colleghi, specialmente attraverso la partecipazione assidua ed amichevole alle riunioni che si tenevano a Tione, uno dei territori maggiormente attivi e partecipi alla vita del Collegio.
Di aspetto distinto ed importante, al primo incontro metteva soggezione, ma invece nascondeva una ricca umanità con una dedizione assoluta per la sua famiglia ma anche per la sua comunità.
Fu consigliere a Bleggio Inferiore, fondatore della lista “la bilancia”, componente della commissione edilizia e rappresentante comunale nel CDA dell’ Apsp di S.Croce.
È stato pure presidente della sezione cacciatori di Bleggio Inferiore ma soprattutto amante delle sue montagne e della Val d’Algone che considerava la sua casa naturale.
Abbiamo parlato di Giuseppe Giongo, artista. E lo era veramente. Nella seconda parte della sua vita si appassionò alla scultura in legno. Suo è il presepio a grandezza naturale allestito dinanzi alla chiesa di Ponte Arche. Però non si limitò all’arte sacra. Abbiamo sfogliato il ricco album delle sue mostre e siamo rimasti ammirati ancora una volta per la sua arte vera ed espressiva, non quella di un principiante, ma di uno che nella forma statica del legno già intravedeva molteplici forme slanciate ed in movimento. 
Abbiamo ancora davanti ai nostri occhi la bellissima immagine pubblicata su “L’Adige” del 9 aprile scorso dove lui appare dietro l’imponente scultura di un cavallo sorpreso nell’atto di balzare in corsa, con il muso che annusa l’aria e la muscolatura tesa pronto a galoppare verso la libertà della natura.

La stessa natura in cui Giuseppe avrebbe voluto immergersi, nella solennità delle sue montagne, prima di salutare i suoi amici, la sua gente e la sua valle.
Un temibile virus subdolo ed ignoto, quello stesso che atterrisce tutti noi, se l’è portato via, ma non via dai nostri dolci ricordi delle persone che abbiamo amato.
È aprile, tempo di Pasqua. Il Bleggio –la sua terra– tra le più dolci del Trentino, si veste dei colori più belli.
Allegre e bianche nuvole transvolano nel cielo insolitamente azzurro, tutt’attorno la campagna ride al sole ma per noi non è la stessa primavera.

Ricordo di Giuseppe Giongo
Ricordo di Giuseppe Giongo