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Redditi in crescita per tutti?

In tempi di crisi, è facile lamentarsi e rimpiangere tempi migliori. Però le analisi reddituali dei geometri rivelano alcune sorprese. Lo annuncia il Presidente del Consiglio Nazionale geometra Savoncelli.

Punti di forza: il livello formativo elevato e generalizzato
REDDITI IN CRESCITA PER TUTTI?
PIL a zero ma i redditi crescono per i geometri

In questo particolare periodo storico serpeggia un senso comune di malcontento, forse giustificato e forse no.
È ben vero che nel nostro Paese il tema della crisi tiene banco da oltre 10 anni ed è quindi possibile che prevalga il motto: “vedo nero”.
Qualche volta non è una esagerazione?
Per dirla con le parole del Presidente Savoncelli, è proprio così perché:
“A distanza di oltre un decennio dall’avvio della crisi economica globale, la Categoria ritrova spazio sul mercato grazie soprattutto alla capacità di intercettare bisogni nascenti e cogliere nuove opportunità di lavoro…”.
Se lo dice il Presidente dobbiamo credergli, oppure si tratta delle solite banalità tra retorica ed ottimismo forzato per ringalluzzire Colleghi sfiduciati e senza lavoro?
Stavolta sono i numeri a parlare.
In effetti i dati dei redditi prodotti dalla categoria registrano un trend positivo per il terzo anno consecutivo.
Nel 2016 l’incremento è stato dell’ 1,1%, nel 2017 del 3,2% e nel 2017 (dichiarazione anno 2018) ben del 6,3%.
Per tornare alla analisi fatta da Savoncelli, questi dati acquistano una importanza ancora più evidente se si contestualizzano nello scenario macro-economico che vede l’Italia in affanno rispetto a tutti gli altri Paesi europei.
Questa congiuntura, inoltre, sta colpendo in particolare il mercato del lavoro nel quale diverse professioni limitrofe “restano in pesante affanno”.

Redditi in crescita per tutti?

Secondo l’analisi del CNG e GL tra i fattori che hanno contribuito a questo risultato ci sarebbe un livello formativo elevato e generalizzato che ha permesso alla categoria di dedicarsi in maniera innovativa agli ambiti tradizionali ma pure l’ingresso nei settori emergenti quali: nuove metodologie di rilievo (APR), BIM, certificazioni energetiche, salubrità degli ambienti indoor.
I crediti formativi conseguiti risultano infatti, in molti casi, eccedenti i 60 cfp obbligatori. Un’altra “molla” verso la innovazione e adeguamento alle nuove diverse esigenze del mercato si deve alla elevatissima percentuale di iscritti che hanno concluso in regola il primo triennio di formazione obbligatoria iniziato nel 2016 e concluso nel 2018.
Una ulteriore spinta dovrebbe essere conseguita con la “laurea nazionale per geometri” che ha recentemente registrata l’approvazione da parte del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) della “L-PXX Professioni tecniche per l’edilizia ed il territorio”.
Questa nuova laurea ha infatti l’obiettivo di formare tecnici qualificati polivalenti nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture civili e rurali che siano in grado di operare autonomamente in molti ambiti quali:

  • Rilevamento topografico
  • Attività di supporto al monitoraggio e diagnostica delle strutture, delle infrastrutture e del territorio nonché degli impianti accessori
  • Attività correlate alla gestione ed aggiornamento del Catasto
  • Valutazioni estimative
  • Contabilità dei lavori
  • Sicurezza della gestioni dei cantieri
  • Attività di monitoraggio volte all’efficientamento energetico e certificazione energetica
  • Redazione di pratiche edilizie
  • Capitolati tecnici
  • Piani di manutenzione
  • Disegni tecnici e perizie giudiziarie
  • Progettazione, direzione e vigilanza sia di strutture che di aspetti distributivi e impiantistici relativi a costruzioni modeste

 

Il nuovo percorso formativo permetterà inoltre di coadiuvare le attività di progettazione e direzione lavori di ingegneri, architetti, studi tecnici legali ed economico commerciali.
Futuro tutto roseo dunque?
Dinanzi a tanta carne al fuoco è certamente necessaria la prudenza ed anche l’analisi dei problemi all’interno della categoria.
Infatti non tutti riescono ad incrementare il proprio reddito. Alcuni ottengono ottime performance ma altri arrancano e non sempre la loro rincorsa alla formazione si traduce in risultati reddituali.
Non vogliamo tirare in ballo il solito pollo di Trilussa che ha stufato tutti.
Ci limitiamo ad evidenziare strappi notevoli tra chi ha trovato apprezzamenti e risultati incoraggianti cimentandosi in nuovi settori e chi, pur dotato di notevole esperienza, deve segnare il passo.
Non possiamo certo limitarci ad un problema di reddito.
Se guardiamo ai numeri delle iscrizioni possiamo constatare che il saldo è negativo.
Chi sono quelli che, sia pur a malincuore, restituiscono il timbro?
Sono giovani che si trovano ingarbugliati nelle pesantissime procedure burocratiche, oppure solo colleghi non al passo con i tempi?
Una analisi in questo senso risulterebbe veramente utile ed interessante.
Così come utile ed interessante sarebbe una rigorosa rivisitazione degli esami di Stato.
Può avere ancora senso la valutazione di un candidato che si presenta con “righello e matita” quando nel corso della sua esperienza lavorativa si è già fatto le ossa con il BIM?
Sono purtroppo tutte questioni da analizzare senza però rinviare continuamente il problema e la sua soluzione alla prossima tornata di esami.