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Quei benedetti 60 crediti!

È arrivata la "resa dei conti" per chi non ha maturato i 60 crediti nel triennio 2015-2017.
La commissione è già all'opera con 400 procedimenti disciplinari sul tavolo.
L'incognita per tutti è il tipo di sanzione, ma qualche spiegazione arriva dal Presidente Fabrizio Calzà nella nostra intervista...

Il presidente Calzà: “Valuteremo cum grano salis”
QUEI BENEDETTI 60 CREDITI!
All’opera la Commissione di disciplina per il triennio 2015-2017

Molti, forse troppi Colleghi hanno ricevuto la comunicazione dal Collegio per non essere in regola con l’acquisizione dei 60 crediti formativi nel triennio 2015-2017.
Quali le reazioni?
Le più disparate: dall’ammissione un po’ sommessa di negligenza, alla giustificazione per avversità diverse, ma in certi casi anche un atteggiamento un po’ arrogante e trasgressivo.
Chi ha ragione e chi no non possiamo saperlo.
Sappiamo soltanto che il Collegio deve applicare il regolamento (vedi P.G. anno 2018) ed affidare tutti i casi alla Commissione di disciplina.
L’argomento è stato vivacemente dibattuto nel corso dell’assemblea ordinaria del 12 aprile scorso assieme al Presidente Cova ed al Presidente della Commissione di disciplina Fabrizio Calzà.
I Colleghi intervenuti si sono interrogati -anche con toni piuttosto accesi- non tanto sui provvedimenti che la Commissione di disciplina dovrà assumere, ma soprattutto sull’onere a carico del Collegio per il corretto funzionamento della Commissione impegnata con circa 400 azioni disciplinari e per i costi conseguenti.
L’interrogativo corrente era uno: perché i costi dovuti agli inadempienti devono risultare a carico di tutti ed in particolare di chi ha fatto il proprio dovere?
Ma questo è un altro problema, cioè un aspetto che non possiamo affrontare nell’incontro con il Presidente della Commissione disciplinare, cioè con Fabrizio Calzà.
Il Presidente Fabrizio Calzà non si è sottratto alle nostre domande ed ha chiarito diversi aspetti riguardanti i crediti formativi, ma soprattutto quelli circa il funzionamento della Commissione di disciplina che lui presiede.
La sorpresa più grande? La varia umanità dei Colleghi richiamati: alcuni responsabili nell’ammettere l’omissione, altri più aggressivi magari nell’opporre le giustificazioni fantasiose o poco credibili.

 

D ▪ Presidente Calzà, non crediamo sia facile presiedere una Commissione chiamata a giudicare i Colleghi. Cosa ti ha spinto ad accettare?
R ▪ Dapprima ho accettato di partecipare alla selezione e poi a fare parte della Commissione, che solo per anzianità mi vede presidente. I motivi sono molteplici ma essenzialmente tre:

  1. lo spirito di appartenenza
  2. l’apporto di contributo
  3. la messa a disposizione della mia esperienza.

 

D ▪ Quante situazioni dovrete valutare?
R ▪ La Commissione di disciplina svolge il normale controllo sul comportamento etico/deontologico degli iscritti - le maggiori segnalazioni in passato riguardavano i "morosi di Cassa e Collegio".
Con l'entrata in vigore del Regolamento per la formazione professionale continua ai sensi del DPR 7 agosto 2012 nr 137 art 7 comma 1 - la situazione si è aggravata e complicata in quanto i casi da valutare sono stati elevati alla potenza ovvero da una ventina di casi siamo arrivati a quasi quattrocento.

 

D ▪ Come sono previsti i “passaggi” del procedimento disciplinare?
R ▪ Con il sistema SINF la Commissione Nazionale formazione professionale continua ci segnala le anomalie per il triennio di riferimento che nel caso specifico è quello riferito al triennio 2015/2017. L'anomalia segnalata passa ad una prima sommaria raccolta dei fatti da parte del Presidente del Consiglio di disciplina attraverso l’avviso e la segnalazione inviata tramite PEC e/o raccomandata. Segue la trattazione delle eventuali risposte e l’apertura o meno del procedimento disciplinare - quest'ultimo assegnato ai tre Collegi di cui si compone il Consiglio di disciplina.

 

D ▪ Quante situazioni dovrete valutare?
R ▪ Come già anticipato, le situazioni da valutare in questo momento sono quasi quattrocento. Una parte riguarda i morosi Cassa, una parte i morosi Collegio ma la stragrande maggioranza delle situazioni si riferisce ai crediti formativi. Infatti abbiamo 128 casi con "zero" crediti e "266" casi con crediti conseguiti parzialmente, ovvero meno dei 60 richiesti per il triennio.

 

D ▪ Esiste un regolamento che stabilisce i provvedimenti da prendere?
R ▪ Per i procedimenti disciplinari esistono  le  "Linee guida per i procedimenti disciplinari" ex art. 12 del regio decreto 11/02/1929 nr. 274 a seguito delle modifiche introdotte dall'art. 8 del DPR nr 137 di data 07/08/2012 emesse dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati.

 

D ▪ Ci sono dei margini per esercitare la vostra “discrezionalità” oppure esistono delle direttive generali?
R ▪ Esistono chiaramente delle direttive generali alle quali Il Consiglio di Disciplina deve attenersi scrupolosamente -avendo comunque frequentato corsi e partecipato ad eventi dove la Cassa Nazionale Geometri ha dato indicazioni attraverso il proprio rappresentante- l’avvocato Scorza - atte a chiarire alcuni punti delle problematiche sorte.
Siamo stati invitati (ma non c'era bisogno) ad applicare le direttive "cum grano salis" ovvero con l'attenzione, la ponderazione e con la moderazione che la situazione contingente richiede.

 

D ▪ Non avverrà che la stessa omissione venga “punita” con una tirata d’orecchi mettiamo caso a Caserta e con la sospensione a Trento o viceversa?
R ▪ Domanda legittima, alla quale personalmente mi sento di rispondere che non so come si comporterà il Collegio di "Caserta"... ma so con assoluta sicurezza e tranquillità d’animo come si comporterà la Commissione di Disciplina del Collegio Geometri di Trento ovvero nel modo più equo, "umano" e discrezionale possibile.

 

D ▪ Qual è il provvedimento più grave che è possibile infliggere?
R ▪ Come previsto dalle "Linee guida per i procedimenti disciplinari" citate in precedenza le Sanzioni previste sono:

  • l'avvertimento
  • la censura
  • la sospensione dell'esercizio della professione

quella più grave è peraltro "la cancellazione dall'albo professionale"

 

D ▪ Il tuo "punto di osservazione" è indubbiamente privilegiato. Ritieni che esista un correttivo per evitare che anche in futuro circa il 27% degli iscritti si sottragga all’obbligo dei crediti formativi?
R ▪ Dal mio punto di osservazione, riprendendo le raccomandazioni e le previsioni del Presidente del Consiglio Geom. Cova sulla problematica riferita alle "competenze", suggerirei che la formazione continua sia indirizzata a salvaguardarci da possibili (anzi senza possibili) attacchi di altre categorie professionali nei nostri confronti. In questo modo ci renderemo più forti e professionalmente preparati di fronte ad un mercato (quello appunto professionale) ormai saturo nel settore dell’edilizia e della progettazione. Proprio qui la duttile "figura del geometra" dovrà invece ritagliarsi quei segmenti lavorativi nei quali solo il geometra può arrivare.

 

D ▪ Quali sono le giustificazioni magari “inaspettate” che gli inadempienti adducono per spiegare le inosservanze dell’obbligo?
R ▪ Su tale domanda avrei volentieri preferito sorvolare. Infatti non ci si può nemmeno immaginare quanto siano fantasiose le risposte, specialmente quando ci si deve giustificare. Le motivazioni che abbiamo dovuto sentire e/o leggere sono state molteplici e diversificate, molte volte reali e sostenute da documentazione, tante altre volte palesemente inattendibili evidentemente costruite ad arte... ossia una miscellanea, non tanto edificante, del comportamento umano.