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Polizze per i terremoti?

Terremoti, frane, alluvioni, ponti collassati: eventi da “passerella”, verifiche trascurate o malcostume?
Il Paese, attraverso i professionisti, diffonde un importante messaggio ai cittadini: quello della conoscenza.
Due argomenti su cui interrogarsi: l’obbligo delle assicurazioni contro i terremoti e la presa di coscienza dei cittadini, stavolta per merito di professionisti volontari.
Con le recentissime cronache scopriamo perché la coscienza nazionale si deve risvegliare.

Polizze per i terremoti?

La coscienza civile si fa dal basso, con i professionisti “volontari”
2019 POLIZZE PER I TERREMOTI?
Manutenzione e coscienza civile per affrontare le calamità

Perfino Milena Gabanelli – apprezzata conduttrice di “Report” – sulle righe del “Corriere della Sera” si è occupata del problema passando in rassegna tutte le dichiarazioni di “buona volontà” disattese nel tempo, gli sprechi dello Stato ed i costi per i cittadini a causa dei danni per i terremoti e per le catastrofi naturali.
Il domanda è sempre la stessa: meglio prevenire con opere di manutenzione e di messa in sicurezza, oppure ricostruire le infrastrutture, spendere di più e magari piangere i morti?
Cerchiamo di esaminare le questioni in ordine di importanza anche perché proprio recentemente i tecnici professionisti si sono messi in gioco per colmare diversi vuoti lasciati dalla politica.

La questione dei costi
È stato calcolato in 120 miliardi il costo negli ultimi 50 anni per riparare i danni di terremoti, frane ed alluvioni.
Negli ultimi 10 anni lo Stato ha sborsato in media 4miliardi l’anno per la ricostruzione di case distrutte. Ma non è solo lo Stato a pagare, a tutt’oggi i cittadini pagano alcuni centesimi di accisa sulla benzina per la ricostruzione del Belice (anno 1968), del Friuli (anno 1976), dell’Irpinia (anno 1980), dell’Aquila (anno 2009) e dell’Emilia Romagna (anno 2013).
La CGIA di Mestre ha calcolato che questa spesa è arrivata all’ammontare di ben 145 miliardi di sovrapprezzo sui carburanti. 

Il sismabonus: poco utilizzato
Dopo il sisma dell’Emilia sono stati attivati degli incentivi specifici: si tratta del Sismabonus, cioè della detrazione fiscale tra il 50 e l’85% per il consolidamento sismico con un tetto di spesa pari a 96mila euro.
Gli italiani hanno per lo più ignorata questa agevolazione ricorrendo preferibilmente alle detrazioni per le ristrutturazioni o per l’efficientamento energetico.
Infatti nel 2014 sono stati spesi 17 miliardi per le ristrutturazioni, 3,3 miliardi per la riqualificazione energetica e soltanto 240 milioni per il consolidamento sismico.

Calamità naturali: perché non si assicurano? 
In Italia le assicurazioni contro le calamità naturali sono pochissime: coprono meno del 2% delle abitazioni, nonostante la legge di bilancio del 2018 abbia dato alla luce una detrazione fiscale del 19%.

E all’estero cosa succede? 
In Paesi altrettanto soggetti a terremoti e catastrofi naturali, la copertura assicurativa è obbligatoria per legge oppure lo Stato se ne fa carico in buona misura.
California, Giappone, Turchia e Nuova Zelanda hanno raggiunto posizioni importanti nelle coperture assicurative. 
In Giappone le case sono assicurate al 40%, in Nuova Zelanda addirittura al 90%. Spesso lo Stato interviene o facendo da assicuratore finale oppure contribuendo agli oneri assicurativi.
Sebbene in Italia l’assicurazione obbligatoria fosse stata proposta nel 1998, 2004, 2006, 2009 e 2014, l’approvazione non è mai giunta alla conclusione.
Così gli italiani – di fatto – non mettono in sicurezza le case, non si assicurano ed incrociano le dita dinanzi alle più tragiche prospettive.

Se non lo Stato, arrivano i professionisti
Recentemente è stata istituita la “giornata nazionale della prevenzione” volta alla sensibilizzazione del cittadino e delle istituzioni.
In questa occasione migliaia di tecnici professionisti “volontari” si sono messi a disposizione con le più svariate iniziative: dai presidi nelle piazze, ai manifesti negli uffici pubblici, alle visite informative.
L’obiettivo è quello comune: segnalare ai cittadini un percorso accessibile a tutti per aiutare ad affrontare il rischio sismico.
Ovviamente la mobilitazione e la sensibilizzazione è risultata più massiccia nei territori dove le calamità hanno fatto i danni maggiori: le Marche, L’Umbria, la Calabria, ma pure la Sardegna, ed il Piemonte.

Interlocutori privilegiati
Guarda caso, gli interlocutori privilegiati sono gli amministratori di condominio.
È basilare favorire e promuovere la cultura della prevenzione e la messa in sicurezza del nostro patrimonio immobiliare.
Proprio per questo motivo l’iniziativa ha visto il coinvolgimento in prima linea dell’ANACI, l’Associazione Nazionale degli Amministratori di Condominio.
In Italia il 70% dei cittadini vive in un condominio. 
Intervenire sulla vulnerabilità degli edifici è un obbligo doveroso.
Il Presidente dell’ANACI, Francesco Burrelli aggiunge: “Se non si interviene massicciamente in tal senso, temo che non andremo da nessuna parte.
Gli amministratori immobiliari sono aperti alla collaborazione con gli operatori di settore e le relazioni, sviluppate nel tempo, sono sempre state proficue”.