Tu sei qui

Perché le donne non sono nel CNG?

Perché la rappresentanza femminile è così ristretta nella professione?
Il primo motivo: la professione non lascia spazio alla vita privata, ma il 45° Congresso Nazionale di Bologna discute come affrontare il problema.

Perché le donne non sono nel CNG?

Occorre cambiare il welfare
PERCHÉ LE DONNE NON SONO NEL CNG?
Al “tavolo 10” del 45° Congresso se ne discute

AL TAVOLO 10 PROFESSIONE E QUESTIONE DI GENERE:
LE DONNE GEOMETRA

Una rappresentante ogni Collegio
Esiste –nella percezione del gruppo di lavoro– una questione di genere interna alla Categoria, sebbene non dissimile dalla questione di genere interna al Paese: scarsa rappresentanza, scarsi riferimenti al mondo femminile nell’immaginario collettivo della Categoria, scarsa attenzione alla maternità e, più in generale, alle politiche di conciliazione vita/lavoro. Sul primo punto, basti una considerazione: in 90 anni di storia della professione, non si è mai registrata una presenza femminile nella compagine consiliare nazionale. Invertire il trend appare urgente oltre che doveroso, e una spinta in questa direzione può arrivare da un’azione di sensibilizzazione interna alla Categoria fatta precedere da un’analisi accurata (e condotta con metodo scientifico) capace di fotografare lo stato dell’arte ed evidenziarne le criticità. A latere, la proposta di indicare una persona di riferimento per le politiche di genere presso ciascun Collegio, con il coinvolgimento dell’Associazione Donne Geometra.

L’assenza di “modelli”
Sul secondo punto, il focus della discussione ha riguardato l’immagine della professione veicolata all’esterno, in particolare agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, destinatari delle attività di orientamento e alternanza scuola-lavoro promosse dalla Categoria. L’assenza di modelli femminili ai quali ispirarsi favorisce la percezione che la professione di geometra sia quasi esclusivamente maschile, alimentando il fenomeno della “segregazione orizzontale” (scolastica e professionale) correlato all’influenza degli stereotipi di genere, ossia ai convincimenti culturali e sociali nei confronti di ruoli considerati tradizionalmente maschili o femminili, che possono influenzare la scelta degli studi e delle professioni.

Donne nelle occupazioni meno pagate
Un fenomeno molto diffuso, in Italia, dove la presenza femminile è storicamente concentrata in ambiti specifici e prevalentemente umanistici: i più recenti dati MIUR riferiti alle lauree magistrali indicano una presenza superiore all’80% nelle classi di laurea magistrale Linguistica, Psicologia, Storia dell’arte, Scienze per la conservazione dei beni culturali, Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale, Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua, Scienze pedagogiche, Servizio sociale e politiche sociali. Di contro, è inferiore al 20% la presenza femminile nelle classi riconducibili alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), quelle che offrono maggiori e migliori prospettive occupazionali e di carriera. 168 169 Anche qui le proposte non mancano, a partire dalla definizione di iniziative di comunicazione finalizzate a valorizzare la figura del geometra donna e il suo apporto allo sviluppo della professione, quindi l’inserimento (anche a livello iconografico) di figure femminili nei kit destinati alle scuole.

Come conciliare maternità e lavoro
Infine, le proposte in ottica geo-mamma: un tema strategico, perché l’assenza di conciliazione tra maternità e lavoro determina (per le donne geometra, ma non solo) l’abbandono della professione e la contestuale cancellazione dagli Albi, con gli evidenti riflessi sul sistema contributivo a medio e lungo termine. Tante le richieste in merito a politiche di sostegno alla maternità e alla conciliazione vita/lavoro, fatte tuttavia precedere dall’ammissione di una sostanziale ignoranza –da parte del target interessato– delle misure già in essere. E quindi: corresponsione dell’indennità di maternità entro 30 giorni dalla nascita del figlio; corresponsione di indennità ridotta in percentuale fino al raggiungimento del 1° anno di età del figlio; buoni sconto su catene di negozi per beni di prima necessità del figlio; agevolazioni su visite specialistiche private per mamma e figli fino a 6 anni di età; definizione di un elenco di strutture convenzionate (con il Consiglio nazionale o con i Collegi territoriali) per visite mediche pediatriche; parziale assorbimento delle rette degli asili nido fino a 3 anni di età; creazione di un “pacchetto maternità” sul sito della Cassa geometri per individuare facilmente informazioni in merito, unitamente all’apertura di un canale informativo dedicato.

Ma…soprattutto “presenza e visibilità”
Per prima una donna vice-presidente USA, una presidente della Unione Europea, una donna a capo della magistratura.
E poi…Fabiola Gianotti direttrice generale del CERN, Alexandria Ocasio-Cortez membro del Congresso Usa, Sanna Marin primo ministro finlandese e tante altre…
Gli esempi ormai non si contano.
Anche nella professione la donna deve acquistare più visibilità e partecipare di più.
Per attrarre le donne alla professione è indispensabile che acquisiscano più visibilità anche nei nostri Collegi.