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Perché la legionella fa paura?

Legionella: ne esistono di diverse specie e forse non è nemmeno importante sapere che quella più pericolosa è definita pneumophila.
Per i tecnici e gli operatori degli impianti idraulici è invece importante sapere che il rischio legionella può avere effetti mortali e che si deve prevenire con accorgimenti appropriati. Ma pure che la temperatura per debellarla (oltre i 50°) contrasta con le linee guida per il risparmio energetico (D.P.R. 412/93). 
Scopriamo il perché…

Perché la legionella fa paura?

Complicato e difficile il contrasto al batterio
PERCHÉ LA LEGIONELLA FA PAURA?
Elevati pericoli per soggetti a rischio

Fino a qualche anno fa, il vocabolo “legionella” non faceva né caldo né freddo ma, in seguito, il nome di questo batterio, perfino accattivante, cominciò a creare allarmi del tutto giustificati ed a mostrare tutte le sue insidie.
Tre recenti episodi dall’esito mortale sono avvenuti proprio in Trentino a danno di anziani ospiti di strutture ricettive. E non è finita lì, perché a questi decessi sono seguite indagini e denunce all’indirizzo di chi avrebbe dovuto sorvegliare ed applicare criteri e normative sconosciute ai più.
Proprio per questo motivo, si ritiene importante, se non altro in maniera riassuntiva, illustrare il “rischio legionella” e suggerire gli “interventi per prevenire la colonizzazione”.

Cominciamo dall’inizio
Il batterio della legionella si trova in tutti gli ambienti acquatici naturali ma la sua pericolosità per l’uomo si manifesta quando il batterio passa dagli ambienti naturali a quelli artificiali dove può proliferare e svilupparsi.
Nelle reti idriche-potabili sopravvive in basse concentrazioni e non è nociva perché la temperatura è inferiore a 20°.
La sua pericolosità emerge nell’intervallo tra 20 e 50 gradi.
Nelle persone il rischio di infezione aumenta per età avanzata, sesso maschile, immunodeficienza, fumo, alcolismo e malattie croniche.
Il parametro più importante per prevenire la legionella è il controllo della temperatura di produzione, accumulo e distribuzione dell’acqua calda sanitaria ACS.
In base alle linee guida pubblicate il 7.5.2015 dalla conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, l’intervallo di temperatura da 20 a 50 gradi è considerato a forte rischio per la proliferazione batterica.
Le normative sanitarie prevedono di mantenere una temperatura superiore a 60 gradi nei serbatoi di accumulo e superiore ai 50 gradi nella rete di distribuzione.
Purtroppo queste disposizioni contrastano con le linee guida per il risparmio energetico (D.P.R. 412/93) secondo le quali: “la temperatura dell’acqua misurata nel punto di immissione della rete di distribuzione, non deve superare i 48°C + 5°C di tolleranza”.

Quali sono gli impianti a rischio?
Gli impianti a rischio sono di natura diversa ma i principali sono:

  • Impianti idrosanitari (produzione, distribuzione di acqua calda ACS, erogatori di rubinetti, diffusori di docce, nebulizzatori ecc.)
  • Piscine, idromassaggi, impianti termali, fontane ornamentali
  • Torri evaporative per raffreddamento installate negli impianti di condizionamento
  • Impianti di trattamento aria, quando dotati di umidificazione ad acqua (erogazione con ugelli)
  • Impianti irrigazione dei giardini
  • Impianti di scarico di acque usate, specie da lavatrici e lavastoviglie

Come prevenire la moltiplicazione batterica
Prevenire la “colonizzazione batterica” è possibile. Esistono diversi accorgimenti specifici ma i principali prevedono di:

  • Controllare periodicamente la temperatura evitando l’intervallo critico tra 20 e 50 gradi
  • Programmare interventi biocidi per evitare la crescita di alghe, protozoi ed altri batteri che costituiscono nutrimento per la legionella
  • Intervenire con trattamento dell’acqua per evitare corrosioni, calcari e film biologici dove la legionella si potrebbe annidare
  • Separare e coibentare le tubazioni di acqua calda e fredda per evitare che l’acqua fredda superi i 20 gradi
  • Effettuare visite periodiche per verificare trafilamenti, condense, stagnazione e stillicidio
  • Programmare la pulizia sugli impianti di trattamento d’aria, le batterie di scambio termico, umidificatori, torri evaporative, canali di distribuzione dell’aria e bocchette di mandata (griglie, anemostati ecc.)

Controllo ed eliminazione della legionella
In definitiva quello della legionella è un problema serio. Pur senza esagerati allarmismi la sua presenza deve indurre a precauzioni che –purtroppo– non sono sempre di facile adozione.
Occorre insistere sulle precauzioni fin qui esposte ma, in generale, il controllo e la eliminazione della legionella si possono attuare con sistemi diversi, quali:

  • L’aumento della temperatura dell’acqua oltre i 50° ma soprattutto sopra i 60°
  • Lo shock termico con elevazione della temperatura da 70 a 80 gradi
  • Distribuzione fino al punto di miscelazione tra 50 e 60 gradi

Altri sistemi più “sofisticati” prevedono la clorazione, le lampade ultraviolette UV, la ionizzazione rame-argento ed in via ancora sperimentale l’utilizzo del perossido di idrogeno ed argento.