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Le domande più semplici senza risposta

L’ottimismo è un ottimo antidoto contro lo sconforto che potrebbe assalirci nei momenti cruciali.
La ricetta giusta –però– sarebbe un mix di ottimismo e di realismo.
Quali sono i “tardivi” messaggi del 45° Congresso di categoria?
E ancora, sono ispirati più all’ottimismo o al realismo? 

Le domande più semplici senza risposta

Soltanto un anno fa, ma sembra un secolo
LE DOMANDE PIÙ SEMPLICI SENZA RISPOSTA
Il 45esimo Congresso Nazionale in parole semplici

Mi arriva tra le mani un notiziario regionale “cartaceo”.
La prima immagine che mi colpisce è la foto della grande platea del 45esimo Congresso Nazionale che ha celebrato il 90esimo anno di vita della Categoria.
Tutti gli astanti sono in piedi. L’atmosfera è solenne, quasi austera.
Tutti in piedi in posizione insolita: qualcuno con la mano destra sul petto, altri (i meno stonati?) con la bocca aperta come intenti a cantare l’inno nazionale.
Questa è l’immagine “muta” del Congresso, mentre l’audio arriva ora, con quasi un anno di ritardo.
Un anno che ha segnato una pietra miliare della storia recente, lo spartiacque tra l’era ante Covid e quella post Covid.
Lunedì 9 novembre scorso accendo il computer e, nella lista delle mail, trovo un titolo che mi colpisce: “Il Presidente”.
Come non essere incuriosito da un annuncio tanto autorevole?
Sì, è il nostro Presidente Maurizio Savoncelli che espone la relazione del 45° Congresso Nazionale tenuto a Bologna a fine novembre 2019 con il titolo:
“Connessi al futuro, progettiamo il domani”.
Forse il messaggio è leggermente in ritardo, non solo perché è trascorso un anno ma soprattutto perché di mezzo ci si è messo un nemico subdolo ed inaspettato, il malefico Covid19, che ha cambiato gli scenari, modificato le nostre abitudini, distrutto aziende e fruttato milioni di euro e dollari ai giganti digitali ed alle vendite on line.
Leggo l’intera relazione, la trovo veramente brillante, sicuramente ambiziosa verso traguardi temerari che sembrano a portata di mano per tutti.
La frase finale è solenne, leggermente indecifrabile anche se, con parole semplici, va diritta alla raccomandazione finale:
“A corollario, il potenziamento delle soft skills per…gestire al meglio i rapporti con i clienti. Sullo sfondo, poi, il cloud, la blockhain, i dati analytics.”
Ecco, sono parole che mi piacciono molto: non ci ho capito nulla ma so che con questo messaggio potrò guardare con fiducia ed ottimismo al futuro.
Ripensandoci e scorrendo di nuovo la relazione, non trovo –però– quello che cercavo.
Sono domande di uno ossessionato come me, oppure sono interrogativi che possono venire in mente anche a chi non mastica molto l’inglese?
Si tratta di domande semplici, ma nemmeno il 45° Congresso mi dà una risposta.
Me ne vergogno un po’ ma –sia pure sommessamente– devo ripetermele finché avranno risposta:

  • Perché la categoria perde 3.000 iscritti ogni anno?
  • Perché l’Istituto dei Periti industriali scoppia di iscrizioni, mentre gli studenti dei CAT sono rari come le specie in via di estinzione?
  • Perché il titolo di geometra è stato svenduto per un acronimo che ai più ricorda un alimento per gatti?

La risposta non l’ho trovata ma non dispero di averla al prossimo congresso…se ci sarà.