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La Mediazione una dinamica ed economica alternativa ai procedimenti processuali.

La procedura di mediazione, finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, è stata introdotta nel nostro ordinamento con la Legge n. 69 del 18 giugno 2009. La mediazione si è collocata definitivamente nel nostro quadro normativo con il D.Lgs. n. 28 del 4 marzo 2010 e il successivo DL 21 giugno 2013 n. 69 convertito nella Legge 9 agosto 2013 n. 98.
Il legislatore ha voluto introdurre l’istituto della mediazione, con il preciso scopo di deflazionare la giustizia civile oberata da centinaia di migliaia di processi.

a.   Il coinvolgimento delle parti nel conflitto, il ruolo del mediatore

La differenza che contraddistingue la mediazione dal processo civile è che la prima prevede il pieno coinvolgimento delle parti rendendole attive e fondamentali al raggiungimento dello scopo, diversamente dal processo in Tribunale, dove, una volta presentata la denuncia sono gli avvocati ed i giudici a decidere.
L'attività della mediazione, invece, prevede che una terza persona (il mediatore), assista le parti nella ricerca di un accordo per la risoluzione del conflitto.

  • La posizione equidistante del mediatore rappresenta un vantaggio ai fini di una soluzione positiva e di comune soddisfazione per le parti stesse.
    Il mediatore, infatti, quale professionista preparato al riconoscimento ed alla gestione dei conflitti, è capace di percepire l’opportunità di aiutare le parti a muoversi ed, in un certo senso, a trasformare i propri atteggiamenti, passando da uno stato di rabbia e di debolezza ad uno di forza e di sensibilità nei confronti della controparte.
    È da sottolineare che il ruolo del mediatore è quello di facilitare la comunicazione tra le parti aiutandole a capire le loro reciproche necessità ed interessi.
    Il mediatore non proporrà quindi alcuna soluzione alla questione scaturita e non prenderà nessun tipo di decisione che non sia strettamente procedimentale e comunque con l’obiettivo di facilitare il dialogo tra le parti.
    Il mediatore non è un giudice e nemmeno un arbitro e nella procedura di mediazione non emetterà alcuna sentenza.
  • In mediazione tutto è concentrato sulla gestione del conflitto con dinamiche collaborative tra le parti. Sono le parti che stabiliscono quali interessi siano imprescindibili al fine di poter risolvere la controversia e quali, invece, possano essere sottaciuti o non soddisfatti; sono le parti che, riappropriandosi del ruolo di diretti interessati alla soluzione, si scontrano (prima) e poi si incontrano al tavolo negoziale.
  • Il processo ordinario civile è solitamente un processo documentale, dove giocano un ruolo fondamentale i documenti e i verbali, in cui si concretizzano le rispettive posizioni dei legali delle parti e da dove il giudice trae conferma o meno del proprio convincimento sul caso concreto, mediante l’applicazione della legge a cui solo è soggetto.
    In un giudizio ordinario, ogni parte rimane un po’ vincitrice ed un po’ perdente allo stesso tempo, ad esempio vittoriosa perché il giudice le ha dato ragione e perdente in termini di tempi e costi sostenuti, mentre in mediazione, proprio perché istituto ispirato al paradigma cooperativo del negoziato tra i due litiganti assistiti e facilitati dal mediatore, l’accordo raggiunto, dovendo per forza soddisfare entrambe le parti, non potrà che dare risultati positivi per tutti i contendenti.

 

b.   L’esempio dell’arancia e delle due sorelle

Si poneva il problema di risolvere il conflitto tra due sorelle riguardante l’unica arancia rimasta in frigorifero, che era desiderata da entrambe e per la quale litigavano. La madre ebbe l’idea di tagliare l’arancia in due parti uguali, dando la metà ad ogni figlia. La condotta della madre nei confronti delle due sorelle è l’idea dell’azione della giustizia ordinaria che divide et impera, assegnando torti e ragioni con la sua spada, ma che può lasciare insoddisfatte le parti nella misura in cui non accontenta le stesse nei loro interessi e nei loro bisogni, scegliendo unicamente in base alla valutazione dei loro diritti e doveri.
Se la madre avesse permesso alle due figlie di esprimersi autonomamente e di prendere coscienza del fatto che loro, e soltanto loro, avevano in mano la chiave di volta per poter risolvere la controversia in corso, ella avrebbe dovuto informarsi concretamente sul bisogno che dell’arancia ne avessero le due contendenti. In tal modo, facendo riappropriare le figlie della gestione diretta della controversia, la madre avrebbe preso cognizione del fatto che ad una figlia serviva soltanto la buccia, in quanto avrebbe voluto preparare dei canditi per una torta, mentre all’altra figlia serviva in realtà soltanto la polpa per prepararsi una spremuta, per cui si sarebbe potuto facilmente assegnare tutto il desiderato a tutte e due le figlie, dirimendo il contrasto e creando armonia e benessere, senza lasciarle invece parzialmente insoddisfatte.
Il fatto che le parti controllino direttamente la procedura ed il risultato della mediazione, che è appunto la conciliazione tra di esse, produce un’ulteriore effetto positivo, rappresentato dal minor spreco di risorse. Ritornando all’esempio citato, la sorella che voleva tutta la polpa e che invece si è vista assegnare soltanto la metà di essa oltre che la metà della buccia, rimarrà comunque insoddisfatta a metà e non sapendo cosa fare della buccia, probabilmente la getterà via, rendendola inutilizzabile anche per l’altra sorella che invece era interessata alla buccia per intero. E la stessa cosa la si può dire per la metà della polpa non voluta che verrà probabilmente buttata via dalla sorella meno interessata.

 

c.   La mediazione obbligatoria

  • Per le controversie relative a: condominio, diritti reali, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni derivante da responsabilità medica, risarcimento del danno derivante da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, la mediazione è obbligatoria.
    Prima di procedere ad un processo civile, bisogna necessariamente esperire il procedimento di mediazione. In questi casi si può procedere in due maniere.
  • Attivare la mediazione prima di andare in causa, oppure iniziare la causa ed alla prima udienza aspettare che il convenuto o il giudice eccepiscano la non procedibilità del processo per mancato esperimento della mediazione.
    Difficilmente un giudice si dimentica, alla prima udienza, di eccepire la non procedibilità, quindi è sempre consigliato di provvedervi prima.
    In ogni caso, nella mediazione obbligatoria, è necessaria la nomina da parte di entrambe le parti di un avvocato.
    Il legale è comunque obbligato ad avvertire il proprio cliente nella fase iniziale della causa civile dell'obbligatorietà della mediazione, sempre per le sole materie sopra menzionate.
  • In corso di causa, il Giudice, valutata il tipo di causa e la materia del contendere, può disporre che le parti intraprendano un percorso di mediazione, a pena di improcedibilità della domanda.
    Lo può fare in qualsiasi momento del processo, purchè prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni ovvero prima della discussione della causa.
    Il Giudice, inoltre, può disporre la mediazione quale condizione di procedibilità anche nel caso di giudizio in appello ed anche in questo caso in qualsiasi momento.
    Se una parte ha disertato il procedimento di mediazione, ovvero non vi ha partecipato senza un giustificato motivo, nella successiva causa in giudizio, il Giudice ha la facoltà di valutarne la condotta e desumerne argomenti di prova nel giudizio che emetterà, ed ha anche l'obbligo di condannarlo al pagamento di una sanzione pari alle corrispondenti spese processuali (contributo unificato dovuto per il giudizio).

 

d.   La mediazione facoltativa

Quando le parti decidono di intraprendere liberamente il procedimento di mediazione, ovvero decidono di avvalersi di tale facoltà per dirimere un conflitto su una materia non soggetta a mediazione obbligatoria, non è vincolante la presenza del proprio legale.
Purtuttavia, qualora alla fine della mediazione si giungesse ad una conciliazione che presuppone la stipula di un contratto e detto contratto preveda delle clausole precise alle quali le parti si devono attenere perché il documento sia valido, con la sottoscrizione dei rispettivi avvocati, tale atto sarebbe automaticamente esecutivo, cioè, atto legalmente valido ad obbligare le parti a rispettare tali clausole.
Un esempio esplicito può essere per il recupero di un credito, per un lavoro mal eseguito da una impresa o da un artigiano e anche per i servizi resi da professionisti dei quali non si è pienamente soddisfatti.
Nelle mediazioni facoltative rientrano anche quelle contrattuali, ovvero quelle previste in apposite clausole presenti all'interno di contratti stipulati, appunto, con imprese, artigiani, professionisti, ecc.

 

e.   Caratteristiche della mediazione

Le caratteristiche fondamentali della mediazioni sono:

  • la volontarietà con la quale le parti vi hanno aderito: in ogni momento del procedimento le parti possono abbandonarla qualora lo ritenessero opportuno;
  • l'imparzialità che il mediatore avrà nei confronti di entrambe le parti;
  • la riservatezza su tutte le fasi della procedura di mediazione. Infatti tutto quello che viene detto e scritto all'interno della procedura non si può diffondere ed è espressamente proibito per legge.

 

f.   L’Organismo di mediazione GEO - C.A.M. – Sezione distaccata di Trento

L'Associazione Nazionale Geometri Consulenti tecnici, Arbitri e Mediatori nasce come associazione di categoria nel gennaio 2011 con il patrocinio di Fondazione Geometri Italiani ed opera con il supporto del Consiglio Nazionale Geometri e della Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri.
Dal settembre 2012 è:

  • Ente di Formazione interprofessionale riconosciuto dal Ministero di Giustizia al nr. 344;
  • Organismo di Mediazione interprofessionale riconosciuto dal Ministero di Giustizia al nr. 922
  • Camera Arbitrale Nazionale Interprofessionale
  • Presso i Collegi Provinciali che hanno aderito all'Associazione sono costituite le Sezioni distaccate dell'Organismo di Mediazione e a tutt'oggi si contano più di trenta sezioni operative e circa duecento geometri Mediatori abilitati.
  • Dal settembre 2013 è operativa la Sezione distaccata GEO - C.A.M. di Trento.
    Attualmente operano nella Sezione di Trento i professionisti:
    arch. Achille Marzari - Mediatore
    geom. Alvaro Bagozzi - Mediatore
    Avv. Claudia Zeni - Mediatore
    geom. Davide Carli - Mediatore - Responsabile di Sezione
    geom. Ivan Remondini - Mediatore
    geom. Mariano Dallapiccola - Mediatore
    geom. Michele Masè - Mediatore e Consulente Tecnico del Mediatore
    geom. Stefano Cova - Consulente Tecnico del Mediatore
    geom. Ursula Vivori - Mediatore - Referente Locale

La Sezione di Trento, oltre ad occuparsi delle richieste di mediazione pervenute, in questi anni di attività ha promosso la cultura della mediazione tenendo seminari anche in collaborazione con l'Ordine degli Avvocati di Trento e con la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento, ha partecipato a manifestazioni a carattere nazionale sulla mediazione, sta tutt'ora promuovendo la mediazione nei Comuni e proponendo alle amministrazioni locali l'apertura di Sportelli di Informazione gratuiti a servizio del cittadino.
Recentemente l’Organismo GEO - C.A.M. ha siglato una convenzione con il Collegio dei Geometri di Trento che prevede delle agevolazioni sul tariffario ministeriale per le indennità di mediazione a favore degli iscritti e dei loro clienti che necessitano di esperire un procedimento di mediazione.

Tariffe per controversie che non rientrano nella mediazione obbligatoria ai sensi DM. 180/2010

Tariffe per controversie che rientrano nella mediazione obbligatoria di cui al DM 180/2010

La mediazione è quindi una soluzione alternativa ai più comuni procedimenti civili, che per la loro natura strettamente giuridica, sono molto burocratici e dispendiosi in termini economici e temporali.
Il procedimento di mediazione è invece più dinamico, in quanto svincolato da rigide procedure giuridiche. Favorisce inoltre il dialogo tra le parti, analizzando le rispettive esigenze, per fornire soluzioni basate sui reali interessi dei contendenti.
Negli ultimi tempi la mediazione civile, sta diventando sempre più di interesse anche per le categorie tecniche professionali, che sono spesso coinvolte nelle vertenze civili in ambito immobiliare.
Esorto quindi gli iscritti a partecipare ai corsi di formazione per mediatori che sono organizzati dalla Sezione GEO –CAM di Trento. Anche se non intenderà svolgere la specifica attività di mediatore, con le tecniche che acquisirà al corso, il geometra potrà affrontare il proprio lavoro in maniera diversa ed innovativa, in particolare nei delicati rapporti professionali con i clienti e con i propri collaboratori.

 

Trento, 11 maggio 2019