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L’Italia CIPAG: bella perché varia

Sfatiamo i luoghi comuni. Perché?
Il Sud paga le pensioni per il nord e perché gli iscritti, rispetto ai pensionati, sono più “rarefatti” nelle regioni del nord, rispetto a quelle meridionali.

L’Italia CIPAG: bella perché varia

Alcune curiosità nella geografia previdenziale
L’ITALIA CIPAG: BELLA PERCHÉ VARIA
Primi numeri dopo il bilancio 2019

L’ultimo comitato dei delegati si è svolto a fine aprile.
È stata l’occasione per la presentazione del bilancio consuntivo dell’ente del 2019.
La relazione di bilancio, i numeri ed i grafici risultano da un corposo dossier di circa 150 pagine.
Con le forze disponibili della nostra redazione siamo riusciti a ricavare alcune sintesi davvero interessanti che, probabilmente, verranno distribuite in diverse e successive pubblicazioni di P.G.
Forse dai nostri due delegati regionali e dal sindaco “trentino” potremo avere maggiori approfondimenti ma, per il momento, ci dobbiamo accontentare di questa analisi preliminare.
Appare molto importante conoscere la realtà della CIPAG e proprio per questo si esordisce con i numeri più significati, riportati in breve sintesi.
Quanti siamo?
Gli iscritti al 31.12.2019 erano 81.322, mentre alla stessa data i pensionati erano 30.355.
L’onere delle pensioni è stato di € 482.563.000, mentre i contributi sono ammontati ad € 544.242.000.
Gli importi medi mensili erogati sono di:

  • € 1.431 per le pensioni di vecchiaia
  • € 1.910 per quelle di anzianità
  • € 649 per invalidità ed inabilità
  • € 632 per le pensioni ai superstiti.

Le cifre più interessanti sono però quelle che riservano delle sorprese rispetto alle “sensazioni” dell’iscritto medio.
Il nord mantiene il sud? Assolutamente falso, perché è proprio il contrario.
Alcune regioni sono addirittura in passivo tra contributi versati e prestazioni corrisposte.

L’Italia CIPAG: bella perché varia

Rapporto contributi/pensioni
Ecco i numeri più significativi.
La Toscana ed il Molise sono in testa versando 1,59 (rapporto contributi/pensioni) rispetto al costo pensionistico. Seguono Liguria, Campania, Puglia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Lazio, Marche, Abruzzo, Sicilia ed Emilia Romagna, tutte in attivo.
Il Trentino Alto Adige risulta in pareggio, mentre risultano in deficit (cioè con maggiori erogazioni rispetto ai contributi), il Veneto, la Lombardia, il Friuli
Fanalino di coda è la Valle d’Aosta dove serve un iscritto e mezzo per garantire una pensione.

 

L’Italia CIPAG: bella perché varia

Rapporto iscritti/pensionati
Purtroppo la categoria “invecchia”: lo dimostrano i numeri del rapporto “iscritti/pensionati”.
La Toscana vanta il record del maggior numero di iscritti (4,34) per ogni pensionato.
Seguono Umbria, Liguria e Sardegna.
I fanalini di coda, cioè con meno iscritti per ogni pensionato, sono: il Trentino Alto Adige, la Valle d’Aosta ed il Friuli.
Nel Trentino Alto Adige per n° 2,2 iscritti c’è un pensionato.
L’ultima regione è la Valle d’Aosta con un rapporto di 2,11.
Altri dati significativi, nelle prossime pubblicazioni.

 

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