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L’aria che tira

Kim: solo lui vinse la burocrazia…a modo suo. Ricetta per l’ambiente?  Ancora più strade…Decongestionare Rovereto sud…arriva la PIRUBI.

L’aria che tira

Il Kim che combatteva la burocrazia - Tra inglese e burocratese siamo…fritti – Precedenza alle strade o all’ambiente? – “Prospettive” e “prospettive geometri” gli ingegneri inseguono i geometri o viceversa? – Lo Stato ha bisogno di denaro? Eliminiamo l’IVA!

Solo Kim combatteva la burocrazia.

Evasione fiscale e burocrazia sono di sicuro due bestie nere che tengono al palo l’Italia, relegata sempre in fondo a tutte le classifiche.
La burocrazia è ottusa, prepotente, invadente, arrogante ed autoritaria. Soprattutto è “invisibile” ed il povero cittadino che la vuole contrastare si trova solo a combattere contro un inerme impiegato che alza le mani e si scusa dicendo che non è colpa sua.

Avranno pure un volto questi tiranni che ci guastano le nostre giornate lavorative, ci fanno sprecare tempo e risorse, ci fiaccano con insulse novità che ci piovono in testa a getto continuo.
L’ultima lamentela ci giunge da un collega che denuncia la modifica continua della modulistica per le pratiche edilizie.
Ve la passiamo, pari pari come l’abbiamo ricevuta:

“Pochi giorni fa avevo scaricato i moduli per compilare una SCIA per un modesto intervento edilizio. Non avevo il minimo sospetto di sprecare inutilmente il mio tempo a fare crocette, verificare la conformità alla normativa ed un sacco di altre cazzate inutili.
Però ben presto mi sono accorto che il tempo trascorso per compilare i moduli avrei potuto utilizzarlo per cause migliori.
Infatti, presentatomi allo sportello dell’Ufficio Tecnico Comunale, l’addetto mi ha lasciato di gelo informandomi che i modelli (scaricati soli 4 giorni prima) erano superati dalla nuova modulistica.
Mi è corso alla memoria il gesto dell’indimenticabile Kim, un grezzo ma spontaneo montanaro che –dinanzi alle tortuose ed incomprensibili strade della burocrazia– non si arrese.
Aprì la finestra del piccolo ufficio comunale e cominciò a gettare in strada tutte le carte ed i fascicoli che ingombravano scrivanie e scaffali dell’ufficio comunale. I passanti, increduli si fermavano a guardare mentre le finestre del Comune vomitavano in continuazione fogli, protocolli, fascicoli e faldoni.
Ma lui era Kim: non temeva di farsi qualche giorno di galera.
Noi non siamo Kim: ingoiamo, torniamo in ufficio pieni di rancore e di cattivi pensieri verso i nostri invisibili aguzzini.
Sì, perché il burocrate, colui che ci vessa in continuazione non ha volto. È invisibile. È anonimo e quindi colpisce liberamente ed impunemente. Soltanto noi paghiamo per le sue colpe”.

 

Imparare le lingue: il burocratese.

Le lingue sono importanti. Così importanti che chi parla italiano e non conosce l’inglese troverà enormi difficoltà nel decifrare anche le parole più semplici.

Pensiamo a quanto siamo ridicoli nel prendere a prestito parole inglesi mentre andrebbero benissimo quelle in italiano. Ecco alcuni esempi: appeal (attrazione), audience (pubblico), boss (capo), break (pausa), brand (marca), display (schermo), fashion (moda), jobs act (legge sul lavoro), meeting (riunione), trend (tendenza), ticket (biglietto), web (rete), vintage (d’annata) e via dicendo.

In tutto questo c’è qualcosa di grottesco e paradossale se soltanto pensiamo che la lingua comune dell’Europa è l’inglese e che l’inglese è una lingua di un Paese ormai fuori dall’Europa.
Sarebbe come dire che negli Stati Uniti, si deve parlare tedesco.
È ovvio che ormai i 27 stati non si comprendano più.

E fin qui va bene. Si fa per dire...
Il colmo è invece dovuto al fatto che adesso, se vuoi lavorare, devi anche conoscere il burocratese.
Un esempio a caso?

Lo riportiamo per voi attraverso una circolare esplicativa segnalataci da un Collega. Tutti dovremmo comprenderla ma forse sarebbe meglio che qualcuna ce la traduca.

“Appare evidente che quanto prospettato in termini progettuali e relazionali nell’ambito della documentazione tecnica allegata alle dichiarazioni, compilate da parte degli aventi titolo e/o con l’eventuale supporto dei professionisti abilitati, non costituisce alcuna prerogativa o condizionamento rispetto ad altre discipline afferenti i beni immobiliari oggetto di modificazione…Le dichiarazioni presentate presso i Comuni sono pertanto assorbenti i profili edilizi sanciti dalle disposizioni governate dalla L.P. 04/08/2015 n. 15…”
 

Viabilità: è solo questione di coerenza.

Se c’è un imperativo nelle scelte umane di questo momento, questo è “Salviamo il pianeta”.
Se c’è un obiettivo nella politica dei nostri amministratori ed è: “Facciamo più strade”.

Non sembra davvero esserci un rapporto diretto tra priorità delle scelte e coerenza politica.
Ciò che era assolutamente negato nelle amministrazioni precedenti, diventa priorità per quelle attuali.

Ed intanto noi stiamo a guardare: TAV sì, TAV no, PIRUBI sì, PIRUBI no, Pedemontana sì, Pedemontana no, ferrovie si o no. E così via.
Un Collega “lagarino” è rimasto sorpreso dalla decisione di fare uscire la PIRUBI a Rovereto sud e si è sfogato con noi.

“Vedo che Prospettive Geometri si prende a cuore i problemi ambientali. Ed anche i lettori trattano la questione con vero interesse.
Mi chiedo se veramente il cataclisma del 29 ottobre sia stato considerato semplicemente quale evento anomalo oppure come antipasto per disastri sempre più ricorrenti.
Se pensiamo alla forza della natura che spazza via boschi interi in un’area di centinaia di chilometri quadrati come mai avvenuto in passato, nessuno si chiede se ci sia una ragione del fatto che negli annali di centinaia di anni non sia mai stata registrata una catastrofe simile?
E se i gufi dei mutamenti ambientali avessero ragione?
Se veramente il continuo consumo di suolo fosse un tassello di questo metodico sistema di distruggere il pianeta?
Mentre faccio queste considerazioni, vedo le promesse dei nostri amministratori che spalancano le porte a progetti stradali rimasti nel cassetto per anni.
La PIRUBI. Prima non si faceva, adesso si fa. Prima usciva a Besenello, ora a Rovereto sud.
Ovviamente nessuno la vuole a casa propria ma siamo sicuri che Rovereto è il posto adatto per farla uscire?
Ci rendiamo conto che Rovereto sud della A22 è il primo punto dove l’intenso traffico veicolare si inchioda nei fine settimana e d’estate?
Qualcuno si è avventurato tra Rovereto ed il Lago di Garda nei giorni festivi? Si è trovato imbottigliato in due ore di coda per percorrere 8 chilometri tra Mori e Torbole?
La persona più ignorante sa benissimo che il traffico segue le leggi del movimento dei fluidi. Qualcuno ha provato a far confluire il nuovo “torrente” della PIRUBI in un fiume che è sempre sul punto di tracimare?”

L’aria che tira

Gli ingegneri inseguono i geometri, o viceversa?

Curiosamente, apprendiamo che gli ingegneri trentini hanno presentato la loro nuova rivista “Prospettive” in forma cartacea e che sarà distribuita ai soci e negli uffici pubblici trentini.

Sia il titolo “Prospettive” che la forma “cartacea” inducono a qualche riflessione.
Sono gli ingegneri che inseguono i geometri o viceversa?

Il Presidente degli ingegneri ha precisato che con internet si rischia l’ingolfamento informativo e di conseguenza è stata scelta la forma tradizionale di stampa perché gli ingegneri “vogliono far sentire forte la loro voce”.
Il dibattito, un grosso dibattito è aperto: a parte tutti i vantaggi del digitale, l’obiettivo della rivista è l'informazione e la visibilità.

Se pure l’informazione fosse garantita, di sicuro la visibilità dei geometri è molto compromessa sia perché la qualifica di CAT la offusca, sia perché difficilmente i geometri -con le loro posizioni rispetto a scelte tecniche e politiche- sono portati all’attenzione della gente oppure arrivano alla cronaca spicciola dei quotidiani.

Non si tratta di un problema trascurabile e tutti ne siamo coinvolti e responsabili dai vertici fino all’ultimo iscritto.

È una sfida aperta proprio dal notiziario che in più occasioni (vedi articoli di Cappellini all’insegna della “autorevolezza”, oppure segnalazioni del tipo ex ANMIL di Rovereto) sono state fatte più volte…e sono sempre cadute nel vuoto.

Assurda concorrenza tra Colleghi.

Diversi colleghi hanno posto un difficile quesito che –forse– in un apposito articolo del Notiziario viene affrontato ed illustrato in tutta la sua assurdità.

Riportiamo una delle mail ricevute che si distingue per sintesi e chiarezza.
Scrive il Collega:

“Quando il mio commercialista mi ha chiarito le condizioni per rientrare nel regime forfetario, non credevo ai miei orecchi.
In buona sostanza la stranezza più evidente del decreto è quella che gli appartenenti a questo regime (con ricavi nel 2018 inferiori a 65.000 euro) non sono assoggettati ad Iva.
Chi –invece– non rientra in tale regime applicherà l’IVA al 22%.

È di tutta evidenza che dinanzi ad una prestazione di mille euro lo stesso cliente dovrà pagare 1.050,00 euro ad un tecnico del “forfetario” e ben 1.281,00 ad un tecnico “non forfetario”.
Per primo la cosa è del tutto assurda perché crea una concorrenza sleale.
Inoltre “agevola” una fascia di contribuenti già fornita di un buon reddito.
Infine toglie all’erario una fetta importante di introiti.
Pensiamo solo al fatto che gli iscritti alla Cassa sono circa 100.000 e che il reddito medio nazionale è di circa 35.000 euro. Siamo poi in grado di calcolare quale minor introito deriverà alle casse dello Stato. Aggiungiamo la tassazione del 5 e del 15% per capire che lo Stato, in urgente bisogno di far cassa, subisce una perdita evidente.
Francamente il senso di questa legge non la comprendo. È forse intenzione dei nostri governanti mandare lo Stato al disastro per lasciare ai posteri una situazione già al collasso?”