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Gli invisibili

Gli invisibili. Chi sono gli invisibili? La procedura contempla il loro ruolo, hanno una parte importante nei processi civili. Leggono plichi di carte, atti e documenti, studiano il problema e mettono in evidenza le proprie ragioni.
I loro clienti pagano un “pubblico ufficiale” perché li ascolti, ma –spesso– sono ignorati e restano inascoltati proprio come fossero… “invisibili”. 

Gli invisibili

Bravi ma ingombranti ed inascoltati
GLI INVISIBILI
Lo sono spesso i CCTTPP

Perché invisibili?
Invisibile è colui che non si vuole vedere mentre cieco è colui che –finge– di non vederlo.
Perché concentrarsi su questo fenomeno che colpisce Colleghi seri, preparati e impegnati in un lavoro silenzioso e spesso sprecato?
Non è diritto di tutti sostenere le proprie ragioni ed essere ascoltati per essere condivisi oppure contraddetti, ma sempre con qualche logica spiegazione?
Eppure ciò non avviene o meglio non avviene mai nel caso in cui professionisti qualificati espongono le proprie ragioni ad un CTU che tira dritto e non li ascolta.
Proprio come fossero invisibili. 

Ispirati dalla voce divina
Le successive considerazioni non riguardano la stragrande maggioranza dei CTU che compiono il proprio lavoro con grande professionalità, attentissimi a leggere tutti gli atti di causa e sempre disponibili ad ascoltare le tesi e le ragioni dei consulenti tecnici di parte.
Queste considerazioni riguardano il numero (esiguo?) dei CTU che, anche a detta del luminare Paolo Frediani (vedi P.G. n° 1/2018) si sentono “ispirati dalla voce divina” e prestano poca o nessuna attenzione alle ragioni dei consulenti tecnici di parte.
Nel trattare questo argomento abbiamo certamente voluto essere generosi nella valutazione complessiva del fenomeno, distinguendo quei moltissimi CTU degnissimi di questo titolo da quei pochi che sono troppo sicuri di avere il primato verità.
Lo abbiamo fatto seguendo lo stile delle dichiarazioni dell’arcinoto Giudice Nicola Grattieri che in una trasmissione televisiva aveva quantificato nel 99% il numero dei magistrati ottimi e nell’1% delle mele marce.
Fossero anche soltanto lo 0,5%, l’argomento merita attenzione perché grave e soprattutto ingiustamente ignorato.

Attività sprecata se disattesa
Ma andiamo avanti.
Succede spesso che i CTP abbiano tesi assolutamente valide e che –professionalmente– siano tecnici preparati nel sostenere ragioni legittime, tecnicamente solide e di buon senso. La loro attività dovrebbe quindi essere rispettata ed apprezzata, non solo perché la stessa procedura e deontologia professionale lo richiede ma anche perché l’attività degli altri –anche quella intellettuale– va sempre considerata.
Al contrario avviene spesso che il CTU non ascolta, non legge le considerazioni di parte e così tira dritto per la sua strada, prendendo una scorciatoia sbagliata: quella di dare credito solo alle proprie idee e valutazioni.
In molti casi i CCTTPP aprono con il fiato sospeso il file delle bozze delle relazioni peritali e poi constatano con giustificato sconforto che il CTU non ha considerato una riga di quanto detto o scritto dal consulente tecnico di parte.
La casistica è talmente varia e così nutrita che si potrebbero scrivere veri e propri trattati sull’argomento.

CTU sbrigativo ed errori clamorosi
Non c’è dubbio che se il CTU non legge tutti gli atti e non degna di alcuna attenzione le tesi dei tecnici di parte, sta esercitando un certo potere o piuttosto un malinteso senso del potere.
Ciò lo avvantaggia soltanto perché conclude il proprio incarico più speditamente ma ciò non significa che la sua consulenza tecnica risulti di qualità. Tutt’altro: la migliore ctu considera ed apprezza i CCTTPP perché ampliano il suo orizzonte di ricerca ed analisi ma soprattutto gli evita di cadere in errori clamorosi o banalità imperdonabili.
Esistono innumerevoli casi nei quali il CTU ha seguito la propria strada incorrendo in affermazioni di grossolana approssimazione: ha ignorato le ragioni del CTP ed ha indotto il Giudice a sentenze né corrette né di buon senso sotto ogni profilo.

Vizi d’opera? Il CTU li stima 35 euro!
In un caso un CTU ha stimato in 35 euro il danno per un difetto di insonorizzazione, valutando che un operaio specializzato avrebbe ben potuto realizzare l’insonorizzazione di una stanza, applicare i pannelli e tinteggiare il tutto al prezzo di un pranzo al ristorante popolare.
In un altro caso un CTU ha considerato un terreno coltivato di 2000 mq. “non intercluso” assegnando al malcapitato contadino quale unico accesso una ripidissima scaletta larga 30 cm dietro una curva cieca dove le auto sfrecciano a 90 km l’ora.
Ma ci sono anche le stime vistosamente inique come quella di Levico dove l’area di esproprio attorno ad un importante edificio è stata stimata meno di un vecchio vigneto nella campagna di Vezzano.
Stranezze di una giustizia strabica? Probabile! Ma sono tutte conseguenze di CCTTUU dove il perito del Giudice ha lasciato sbollire da solo lo scomodo CTP il quale –sebbene attento e professionalmente inconfutabile– è rimasto invisibile perché inascoltato.
Ma in quanti altri casi il CTU tira diritto e –forse– trova qualche Giudice che non legge, ma che preferisce fare proprie le valutazioni –anche se affrettate– di un distratto CTU?
Sicuramente la nuova procedura della “bozza di CTU” e delle osservazioni alla bozza si prefiggeva un apprezzabile obiettivo, cioè quello di ridurre i tempi rispetto ad un tira e molla tra CTU e CTP, critiche di parte e supplementi di ctu che non finivano mai.
Però, seppellita la vecchia procedura, si è instaurata quella attuale che –di fatto– mette il bavaglio ai CCTTPP.

Cosa succede ora?
Come ripetiamo, non avviene in tutti i casi ma troppo spesso il CTU rinvia al mittente qualsiasi obiezioni alla propria bozza, dando sfoggio della propria “infallibilità”.
Abbiamo provato a chiedere a diversi avvocati se hanno avuto esperienza di ravvedimenti da parte dei CCTTUU e quasi tutti hanno riferito di non aver visto consulenti del Giudice che ammettano errori, accolgano la possibilità di valutazioni diverse o che abbiano modificato le proprie valutazioni dopo essere stati ragionevolmente contestati nelle considerazioni di parte espresse dai commenti alle bozze.
Troppo spesso i CCTTPP, anche se propongono valutazioni e tesi ragionevoli si trovano dinanzi ad una ostinata difesa delle ragioni del CTU che, spesso, si offende e si irrita se non ottiene il consenso alla sua “bravura” ma viene contraddetto o smentito dal consulente di parte che non condivide le discutibili conclusioni della bozza.
A questo punto il CTP diventa un tecnico del tutto superfluo perché vede la sua paziente e –spesso– diligente attività del tutto snobbata ed ignorata.
Non a caso si può parlare di una perdita di auto stima, perché il CTP ha sempre e comunque il diritto di essere ascoltato e di avere una risposta anche se talvolta si trova a sostenere tesi di segno opposto alle ragioni del CTU. 

Morale della questione?
Un buon CTU è quello che assolve con professionalità e scrupolo il proprio incarico.
Nell’incarico è compreso l’obbligo di ascoltare le ragioni di parte. Non le può né ignorare, né snobbare ma in ogni caso le deve valutare, condividendole oppure fornendo ragionevoli spiegazioni nel caso in cui non le condivida.
Non può essere di alcun contributo alla giustizia riporre la fiducia solo nelle proprie affermazioni, non soltanto perché l’errore è sempre possibile ma anche perché un CTP inascoltato o ignorato, è un consulente privato della sua voce e tanto vale non averlo nominato.
Non è esagerato –in certi casi– affermare che il CTP è ridotto spesso ad una inutile ed invisibile presenza.
Quel certo esercizio del “potere” da parte dei CTU non incoraggia i consulenti tecnici di parte a collaborare ma solleva un importante interrogativo morale circa un comportamento discutibile e deontologicamente deprecabile. 
Se –spesso– anche dai processi civili deriva un disorientamento sulla percezione della giustizia, lo dobbiamo anche a questi comportamenti che, a voler essere benevoli, si possono definire disinvolti.
Eppure i Giudici ed i CTU hanno un dovere verso i cittadini: i Giudici sono pagati dai contribuenti ed i CTU sono pagati dalle parti.
I CTP sono pagati dalle parti ed appositamente incaricati di valutare, argomentare e sostenere le ragioni del loro assistito nella fase istruttoria.
Se il CTU ascolta solo se stesso a che serve il CTP inascoltato ed invisibile?