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Gli auguri ai lettori di “P.G.”

GLI AUGURI AI LETTORI DI “P.G.”

 

Carissimi Lettori,
se all’inizio di quest’anno qualche astrologo avesse previsto che nel 2020 tutte le persone avrebbero indossata una mascherina sul volto, lo avremmo preso per matto, né più né meno come tanti altri attorno a noi.
Siccome però le cose più strane si avverano, eccoci qui a fare i conti con un Natale necessariamente sobrio.
Niente mercatini, niente vin brulé in strada, niente nenie natalizie e niente schiamazzi che ben poco avevano a che fare con il Natale, quello vero.
Questa nuova diversa atmosfera è davvero strana in un insieme di varia umanità fatta di paura, solitudine, fatalismo, incoscienza, indifferenza o addirittura di negazione. Ce n’è davvero per tutti.
Ci aspetta un Natale diverso con alcuni problemi in più rispetto a quelli che già avevamo: il gelo della economia, il crollo della scolarizzazione, la disoccupazione, il maggior divario sociale tra pochi ricchi e molti più poveri.
Anche le cronache sono sconfortanti con il Covid in prima pagina, seguito dalle notizie poco incoraggianti di inchieste per corruzioni e ruberie, violenze, eterni litigi tra politici ma pure infiltrazioni mafiose fino alla nostra porta accanto.
Tutto ciò contribuisce a non guardare dentro noi stessi, soggiogati in qualche modo dalle inquietanti dittature digitali che ci succhiano milioni di informazioni, con la minaccia di condizionare perfino le nostre capacità di giudizio.
Bombardati dalla cronaca dell’ultimo minuto, perdiamo la capacità di soffermarci sulle cose importanti e così anche le storie degli eroi di oggi e delle persone di buona volontà finiscono per sparire oppure essere ignorate.
Anche per questo abbiamo bisogno del Natale, di un momento forte che lasci riflettere.
Una pausa di silenzio e di attenzione verso esigenze più profonde, dalla fraternità alla responsabilità nella ricerca di uguaglianza e giustizia ma pure di condivisione verso il più grande sforzo comune che ci attende, quello contro la incombente minaccia dei cambiamenti climatici.
Quest’anno, tutti noi abbiamo perso molti dei nostri cari, familiari, amici, colleghi e la loro partenza ci fa soffrire e riflettere.
Con questo Natale proviamo a ripartire con valori nuovi e più autentici per evitare che le prossime generazioni ci maledicano, invece di esserci riconoscenti per avere lasciato un mondo migliore.
Un vecchio prete –di nome Francesco– era solito far sobbalzare i fedeli alla messa di Natale ricordando a tutti che… “Se non è Natale ogni giorno dell’anno, neanche oggi può essere Natale”.
A tutti i nostri lettori l’augurio che per voi ogni giorno dell’anno possa essere Natale.

Con affetto dal direttore

Gli auguri ai lettori di “P.G.”