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Difendersi dalle bombe d’acqua

Si avvicina l’estate. Le previsioni più cupe parlano di una estate torrida con tutte le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici, dalle ondate di calore alle bombe d’acqua.
Però c’è già chi pensa come difendersi in un territorio urbano.

Difendersi dalle bombe d’acqua

Pronte le misure di contrasto
DIFENDERSI DALLE BOMBE D’ACQUA
Sempre più frequenti assieme alle ondate di calore

Il vero obiettivo dei nostri giorni è quello di ridurre l’aumento della temperatura sulla Terra ma poiché le misure di contrasto sono di dimensioni “planetarie”, dovremo ripiegare sui rimedi a “misura di città”.
Non solo i dati statistici risultano allarmanti ma anche le conseguenze del riscaldamento globale arrivano a colpire le nostre città -senza preavviso- con bombe d’acqua ed ondate di calore.
L’ignaro cittadino, inchiodato in città, vive nel terrore di doversi chiudere in casa con il climatizzatore al massimo per non soccombere dinanzi alle previsioni più allarmanti ma in particolare alle ondate di calore da clima tropicale.
Il cittadino indifeso avrà quindi ben pochi mezzi per contrastare fenomeni che non dipendono da lui ma dai politici, spesso in tutt’altre faccende affaccendati.
Però questo non è del tutto scontato, infatti i politici locali, i progettisti, gli amministratori di condominio ed i comitati di quartiere hanno fin d’ora la possibilità di ricorrere a sistemi sufficientemente efficaci per contrastare sia le bombe d’acqua che le ondate di calore.
In Italia capofila di molte iniziative in questa direzione resta Milano ed il suo hinterland con almeno due progetti di ingegneria ispirati alla natura.
“La Repubblica” del 17 marzo dedica un servizio molto suggestivo a cura di Fabio Marzano attraverso cui individua diverse misure di contrasto a questi fenomeni.
Come si chiamano?

  • Rain gardens
  • Trincee drenanti
  • Pons
  • Tetti e pareti verdi
  • Isole di foresta urbana
  • Laghi effimeri artificiali
  • Parking gardens

Soltanto parole strane per evocare rimedi fantasiosi non realizzabili? Tutt’altro. Alcuni sono perfino alla portata dei singoli privati. Non tutti ovviamente, ma gli altri non richiedono spese proibitive o tempi biblici di realizzazione.
Vediamoli uno ad uno.

Difendersi dalle bombe d’acqua
Difendersi dalle bombe d’acqua
Difendersi dalle bombe d’acqua

Giardini pubblici in un contesto urbano


bosco verticale di Milano


Un tetto verde in città

Rain gardens
Sono piccoli giardini con piante adatte ad assorbire l’acqua nei casi di allagamento.
In 48 ore il rain gardens è in grado di assorbire la intensa pioggia di 25 mm l’ora.

Trincee drenanti
Le trincee drenanti sono canali rinaturalizzati con erbe. Sono poste a lato della strada per ridurre il flusso della pioggia in caso di bombe d’acqua.

Pons
Sono piccoli stagni posti nelle piazze per raccogliere e smorzare la violenza delle acque esondate.

Tetti e pareti verdi
I tetti verdi hanno la funzione di migliorare l’isolamento termico dell’edificio ma fungono anche da elemento frenante dell’acqua piovana.

Isole di foresta urbana
Aree urbane libere oppure spazi tra i condomini possono accogliere parchi o porzioni di verde per limitare l’effetto delle ondate di calore e garantire l’ombra delle chiome.

Laghi effimeri artificiali
Infine piazze o skate park, posti sotto il livello della strada, consentono il confluire dell’acqua ma, quando sono asciutti, hanno una funzione sociale ed ambientale.

Per ora le opere pilota saranno realizzate nei comuni attorno a Milano.
I risultati di questi interventi potranno essere ripetuti negli ambiti di altre realtà urbane qualora abbiano effetti positivi e siano in grado di integrarsi in armonia con il paesaggio urbano.