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Cassa dinanzi al rebus

Non è ancora emergenza? Se ne può parlare con calma in attesa di “adottare iniziative volte ad invertire il trend”?
I numeri e grafici della Cassa stanno dinanzi a noi e, lasciando da parte le chiacchiere, nel numero degli iscritti vediamo solo curve in discesa, una preoccupante discesa.
La perdita di quasi 3.000 iscritti ogni anno non si può ricondurre ad un fenomeno transitorio, anche perché dal 2009 al 2019 la nostra Cassa ha perduto ben 13.714 iscritti.
A voi una analisi “matematica” del fenomeno ed alcune considerazioni sul tema, proprio perché (finché siamo in tempo) i correttivi si possano adottare.

Cassa dinanzi al rebus

Diminuiscono gli iscritti: i fragili argini non bastano
CASSA DINANZI AL REBUS
Nei grafici, la linea “iscritti” sprofonda

Su queste stesse pagine avete letto più volte resoconti ottimistici sul futuro della Categoria. In particolare, le relazioni del Presidente del CNG e GL Maurizio Savoncelli tratteggiavano orizzonti di grande respiro per noi, soprattutto attraverso i nuovi indirizzi della professione ed una mirata formazione professionale.
Anche la sua intervista, concessa a Prospettive geometri nel 2018 (vedi n° 2/2018) non lasciava dubbi sulla nostra forza e costante presenza nel mondo del lavoro.
Tutto vero? Può darsi!
Tutto roseo anche il nostro futuro?
A guardare i grafici che accompagnano il “bilancio consuntivo 2019” della Cassa non si direbbe proprio!
È pur vero che il reddito medio si è leggermente sollevato, assieme al volume medio d’affari.
Purtroppo sono altri i numeri che ci preoccupano. Gli iscritti diminuiscono al ritmo di quasi 3.000 l’anno e proprio nell’analisi che segue, abbiamo estrapolato i dati più significativi di una emorragia che non si arresta: almeno fintanto che non guarderemo in faccia la realtà e cercheremo i rimedi.

I numeri incoraggianti
La gestione economica della Cassa registra un trend positivo dovuto in parte all’incremento dei redditi (+7,6%) ed in parte all’innalzamento dell’aliquota contributiva al 18%.
Le entrate contributive del 2019 si attestano in 553 milioni di euro a fronte di 542 del 2018.
Gli oneri per le prestazioni –allo stesso tempo– aumentano a 509 milioni a fronte di 496 milioni dell’anno precedente.
Il reddito medio professionale risulta di € 21.994 (€ 20.445 nel 2018), mentre il volume medio d’affari è salito ad € 33.054 (€ 31.261 nel 2018)
La fascia di età con il reddito medio più basso (€ 13.230,00) è quella da 20 a 30 anni.
La fascia di età con il reddito medio più alto (€ 24.992,00) è quella da 50 a 60 anni.
Il rapporto iscritti/pensionati che nel 2009 era di 3,71 è sceso nel 2019 a 2,68.

Grafici in picchiata
Qualcuno ricorda i fumetti di zio Paperone che saltellava furioso davanti ai grafici in picchiata dei suoi guadagni?
Ebbene le linee con il numero dei nostri iscritti scendono in preoccupante discesa più o meno come quelle del disperato papero.
Ecco la situazione.
Gli iscritti obbligatori, i pensionati attivi ed il totale di iscritti alla Cassa erano pressoché costanti fino al 2014, se non in leggero rialzo.
Dal 2014 in poi, i grafici sono in costante discesa: gli iscritti obbligatori scendono da 78.102 a 70.107, gli iscritti neodiplomati da 8.335 scendono a 4.574, i pensionati attivi da 8.661 precipitano a 6.641, mentre il totale degli iscritti crolla da 95.098 a 81.322.

Cosa stiamo facendo?
Come ostinarsi a non guardare dentro questi numeri?
Com’è possibile affermare che tutto va bene e che il futuro sarà ancora più roseo?
Francamente non è facile capire perché ci sia quasi una comune ostinazione nel sottovalutare il problema.
In proposito la relazione di bilancio 2019 della Cassa si limita ad una dichiarazione di intenti del tipo:
“la Cassa ed il CNG ne monitorano l’andamento al fine di analizzare le cause ed adottare iniziative volte ad invertire il trend”.
La stessa relazione cerca poi di riconoscere le cause di questo tracollo individuandole nella denatalità ma soprattutto nella riforma scolastica che, dal 2020-2011, ha cancellato gli istituti per geometri in favore degli istituti CAT.
Con una punta di orgoglio –prosegue la stessa relazione– è stata svolta una “attività di informazione capillare” che avrebbe (!?) fatto registrare una ripresa nel numero di iscritti.
A commento di questo ottimistico risultato, chi scrive potrebbe affermare di non avere un riscontro percepibile di questa inversione di tendenza perché nel nostro panorama scolastico i numeri non inducono certo a segnali di ripresa.

Invertire la rotta si può?
È del tutto evidente che la situazione di categoria non induce a prospettive ottimistiche. Di conseguenza è indispensabile correre ai ripari perché l’attuale bilancio positivo è il risultato di maggiori contributi da parte degli iscritti e solo marginalmente dall’aumento del reddito.
Sicuramente la Cassa ed il CNG dispongono di risorse, conoscenze, indagini e mezzi che consentono di attuare politiche e correttivi utili ad evitare il tracollo.
Che ciò sia semplice, nessuno lo può affermare ma noi non possiamo rimanere muti spettatori di un Titanic che affonda.
Il singolo iscritto, cosa può fare?
Purtroppo, la nostra “democrazia” è abbastanza grossolana se tuttora si limita ad un voto su liste preconfezionate prive di impegni programmatici.
Però, pur nella consapevolezza che le proposte di seguito illustrate finiranno al più presto nella discarica dei consigli inutili, noi abbiamo il dovere di segnalare i correttivi che riteniamo possibili contro il declino costante della nostra storia di geometri.
A nostro avviso i rimedi che sarebbe necessario adottare dovrebbero avere questi obiettivi di minima:

  • Occorre cancellare il nome di CAT lasciando questo termine solo ad uso zoologico
  • Ciò si potrà fare con appositi decreti che ormai i nostri governanti emettono in quantità industriali
  • Occorre poi ripristinare la denominazione di “geometri” negli istituti tecnici, prima che il titolo finisca nel dimenticatoio
  • Occorre indirizzare le competenze dei geometri in settori pressoché esclusivi quali il Catasto, la topografia, le valutazioni immobiliari, la gestione dei cantieri e sicurezza, la contabilità lavori ed altri settori specifici come le amministrazioni condominiali
  • È necessario accelerare il percorso della laurea triennale di cui si discute a vuoto dal 1987
  • È doveroso aggiornare la formula degli esami di abilitazione secondo la didattica digitale
  • Occorre eliminare la contribuzione piena per i pensionati attivi che con un carico di oltre € 5.000 l’anno, sono fuggiti in massa con ben il 30% delle cancellazioni in pochi anni

È infine necessario conferire più visibilità alla figura del geometra, tecnico intermedio, interlocutore per anni delle consulenze familiari e intermediario con la pubblica amministrazione la cui immagine sta sfumando grazie alla sfortunata riforma Gelmini.