Tu sei qui

Bonus locazioni

Con l’emergenza Covid-19 è previsto un nuovo credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo.
Nella Provincia di Trento non è nemmeno richiesto il requisito della “riduzione del fatturato” per beneficiare del bonus locazioni.
Per saperne di più, la dott.ssa Marica Dalmonego dello studio del dr. Ghidoni, ha predisposto il successivo testo molto particolareggiato circa le nuove misure di sostegno ai professionisti.

In trentino misure particolari anche per i professionisti
BONUS LOCAZIONI
Crediti d’imposta per immobili non abitativi

EMERGENZA CORONAVIRUS: BONUS LOCAZIONE IMMOBILI
Fra le misure di sostegno per imprese e professionisti approvate a livello nazionale e locale per far fronte all’emergenza epidemiologica Covid-19 è stato previsto un nuovo credito d’imposta sui canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo, che presenta sostanziali differenze rispetto al bonus negozi e botteghe contenuto nel D.L. 18/2020 previsto per il mese di marzo.

SOGGETTI BENEFICIARI E CONDIZIONI DI ACCESSO
Possono beneficiare dell’agevolazione i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione (anche in regime forfetario) nonché imprenditori e imprese agricole e gli enti non commerciali.
In linea generale, il credito spetta a condizione che i professionisti abbiano subito un calo di almeno il 50% del fatturato nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del periodo precedente. Tale condizione non opera per i soggetti che hanno iniziato l'attività a partire dall'1.1.2019, nonché per i soggetti che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza già in vigore alla data di dichiarazione dello stato di emergenza da COVID-19. A tal proposito, si precisa che, con nota n. D323-476065 del 05 agosto 2020, il Presidente della Provincia Autonoma di Trento ha comunicato all’Agenzia delle Entrate che, all’insorgere dello stato di emergenza per Covid-19, sull’intero territorio provinciale era ancora in atto lo stato di emergenza dichiarato con Decreto dello stesso Presidente n. 73 del 30.10.2018. Ciò significa che, per tutti i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa nei comuni della Provincia di Trento, non è richiesta la riduzione di fatturato per beneficiare del bonus locazioni.
Sono comunque esclusi dall’agevolazione i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, producendo redditi diversi.

AMBITO OGGETTIVO
L'ambito oggettivo è circoscritto sia punto di vista del tipo di contratto che dal punto di vista del tipo di immobili che ne sono oggetto.
Per quanto concerne il tipo di contratto, la norma fa riferimento ai contratti di:

  • locazione di immobili, compresa la sublocazione (risposta interpello Agenzia Entrate 356/2020);
  • leasing immobiliare (secondo la circ. Agenzia Entrate 14/2020 sarebbe ammesso solo il leasing operativo e non quello finanziario); 
  • concessione di immobili;
  • servizi a prestazioni complesse comprensivi immobili (ad es. contratti di coworking, cfr. circ. Agenzia Entrate 14/2020);
  • affitto d'azienda comprensivi di immobili.

Per quanto concerne l'oggetto del contratto, deve trattarsi di immobili (anche terreni) a uso non abitativo, destinati –indipendentemente dalla categoria catastale (vedi circ. Agenzia delle Entrate 14/2020, § 3)– allo svolgimento dell'attività professionale di lavoro autonomo. Secondo quanto previsto dalla circolare Agenzia delle Entrate 14/2020, in presenza delle altre condizioni, il bonus può, quindi, spettare anche per gli immobili adibiti ad uso promiscuo dal professionista, nonché per la locazione di immobili abitativi (accatastati in categoria catastale A), purché destinati alle attività indicate dalla norma.

MISURA DEL CREDITO E MODALITÀ DI FRUIZIONE
Il credito d'imposta spetta:

  • nella misura del 60% dell'ammontare mensile del canone per i contratti di locazione, di leasing o di concessione di immobili a uso non abitativo destinati alle attività indicate dalla norma;
  • nella misura del 30% dei canoni relativi a contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d'azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato alle attività indicate dalla norma ed è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno. In caso di immobili ad uso promiscuo, il credito d’imposta è commisurato al 50% del canone.

Quanto alle modalità di fruizione dell’agevolazione, esso è utilizzabile in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni, utilizzando unicamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e indicando il codice tributo “6920”.
In alternativa, il credito d’imposta può essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa o ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito o il locatore stesso. In quest’ultimo caso, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 14 del 6 giugno 2020, ha precisato che il credito d’imposta può essere ceduto al locatore “a titolo di pagamento del canone”. In tale ipotesi, il versamento del canone è da considerarsi avvenuto contestualmente al momento di efficacia della cessione. In altri termini, considerata la finalità della norma di ridurre l’onere che grava in capo al locatario, è possibile fruire del credito in esame attraverso la cessione dello stesso al locatore o conducente del credito di imposta, fermo restando che in tal caso deve intervenire il pagamento della differenza tra il canone dovuto ed il credito di imposta (40% del canone considerando che il credito è del 60%).
La cessione del credito d’imposta deve essere effettuata direttamente dal cedente, dal 13.07.2020 al 31.12.2021, utilizzando esclusivamente le funzionalità messe a disposizione nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
In caso di cessione, occorre verificare quale sia il “prezzo” di tale cessione, in quanto contabilmente potrebbero sorgere sopravvenienze, tanto in capo al cessionario/locatore, quanto in capo al cedente/locatario, qualora il credito non fosse ceduto al valore nominale. La cessione, infatti, potrebbe anche non avvenire al valore nominale, ma ad un valore inferiore per tenere conto del disagio subito dal locatore, e in questo caso il locatario è chiamato a versare al locatore la differenza.
Il credito d'imposta, che non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e IRAP, spetta anche ove i canoni siano stati sospesi e/o pagati in ritardo, purché il pagamento avvenga entro il periodo di imposta 2020.