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In 2 ore buono non stanca ma incanta

Se spesso si accede frettolosamente soltanto ai propri dati contributivi, si rischia di non comprendere una azione faticosa ma oculata dei nostri vertici della Cassa di previdenza.
Nelle intenzioni del Presidente CIPAG Diego Buono, il convegno del 1° marzo tenuto a Trento rappresentava l’occasione adatta per acquisire conoscenze importanti.
La recente lettera aperta di Buono del 15 marzo scorso -inviata a tutti- dove afferma: “con rammarico ho letto accuse del tutto infondate...” rappresenta l’impegno dei vertici ma pure il sincero sforzo del Presidente che, come titola il resoconto che segue, “in due ore, non stanca ma incanta” un'assemblea di quasi 300 iscritti. Infatti ogni settimana il Presidente si reca presso i Collegi territoriali in tutta Italia non per cercare consenso ma per creare cultura e sottoporsi alle domande di chiunque.
È ciò che si è registrato a Trento, dove la chiarezza e la competenza dimostrata gli fanno certo onore.

In 2 ore buono non stanca ma incanta

Il neo Presidente contro i facili allarmismi
IN 2 ORE BUONO NON STANCA MA INCANTA
Congresso CIPAG del 1° marzo

Primo giorno di marzo. In punta di piedi sta arrivando la primavera.
Molto prima delle nove del mattino, il parcheggio del palazzo congressi dell’Interbrennero è già abbondantemente al completo.
Molti colleghi si aggirano nei dintorni per trovare uno straccio di parcheggio ed essere puntuali ad un appuntamento che non possono perdere.
L’occasione è l’incontro formativo promosso dalla Cassa geometri nell’ambito della campagna di informazione promossa fra i professionisti.
In un momento in cui nella posta elettronica di ciascuno giungono messaggi preoccupati e preoccupanti sulla gestione dell’ente, sulla tenuta dei conti e sulle prospettive future, diventa ancora più importante verificare l’effettiva situazione della CIPAG, al di là di qualsiasi insinuazione più o meno allarmistica.
La nostra Cassa previdenziale nonostante i venti di tempesta sui bilanci attuali, ha finora tenuto strettamente la rotta in scelte oculate e rassicuranti.
Fare cultura sull’argomento e difendersi da movimenti diffamatori con l’impiego, a detta del Presidente, di “mezzi pessimi” utilizzati per lo più da colleghi in massima parte morosi diventa assolutamente doveroso.
La centralità dell’incontro è sicuramente rappresentata dall’intervento del Presidente neo eletto, geometra Diego Buono.
Due ore abbondanti della sua relazione non hanno pesato più di tanto sul grado di attenzione dei presenti. Circa 300 colleghi della due province di Trento e di Bolzano hanno prestato grande interesse per un tema che tutti sono tenuti a conoscere sebbene complicato da una molteplicità di fattori economici, di bilancio e di innumerevoli tipologie di prestazioni.
Non è semplice districarsi in questa materia che molti affrontano solo al momento di accedere alla pensione.
Soltanto Diego Buono sarebbe stato in grado di tenere l’assemblea con il fiato sospeso per due ore, in attesa di una pausa (che non ci sarebbe stata) o di un approfondimento condotto in maniera assolutamente ineccepibile da parte della dott.ssa Celli.
Sebbene non strettamente necessario, vale la pena soffermarsi sulla figura di Diego Buono, il neo presidente succeduto ad altri di varie provenienze quali Bini (Pisa), Leonardi (Catania), Savoldi (Brescia), Amadasi (Reggio Emilia).
Buono rappresenta l’intera categoria in un Paese dove, al momento, il Sud con notevoli contributi e pochi pensionati sta sostenendo il peso di un Nord con molti pensionati e -proporzionalmente- con meno contributi.
Ora il Presidente Diego Buono, elegante in completo blu e cravatta, parlata composta e pacata, buon intrattenitore, inesauribile nella “lezione formativa”, evoca la storia dell’ente, le tappe storiche, l’evoluzione normativa.
Per tutta l’interessante esposizione ha passeggiato avanti ed indietro sotto il palco dei relatori con il microfono in mano, elegante e misurato, lontano dagli eccessi di qualche predecessore ma molto vicino ai presenti per spiegare anche le più sofferte decisioni dell’ente impegnato a mantenere la rotta della sostenibilità.

Proprio in questa sede Buono si rivolge ad una assemblea dove i presenti rappresentano due province della stessa regione, eppure differenti per reddito medio e volume d’affari.
La provincia di Bolzano registra infatti un reddito medio annuo di 46.000 euro ed un volume d’affari di 88.460 euro, mentre i parenti poveri del Trentino conseguono un reddito medio di euro 26.350 ed un volume d’affari di 42.700 euro. Un vero pugno nello stomaco al pensiero che entrambe godono della stessa autonomia.
Buono esordisce con la breve storia dell’ente.
La Cassa inizia il suo percorso nel 1955 ma solo nel 1967 la iscrizione diventa obbligatoria per tutti.
Inizialmente la Cassa è ovviamente molto ricca perché moltissimi sono i “contribuenti” e pochi i pensionati.
Nel 1996, dopo al maturare di molte posizioni contributive, insorgono le prime avvisaglie circa la sostenibilità dei bilanci. Per questo motivo la Cassa elabora il primo bilancio attuariale che -poi- sarà ripetuto ogni 3 anni.
Gli anni critici arrivano nel 2014 quando i contributi coincidono con le prestazioni e si avverte la necessità di ritoccare l’ammontare dei contributi.
Non solo, ma pure le spese di gestione vengono contenute e, grazie alla informatizzazione, i dipendenti che -nel 2009 erano 159- scendono nel 2019 a 131.
Il messaggio trasmesso dal lungo intervento del Presidente dovrebbe quindi scongiurare tutti i messaggi allarmistici e purtroppo anche diffamatori sulla tenuta dei conti richiamando la Categoria allo spirito di consapevolezza e di unità (cfr lettera aperta a tutti dd 15.03.2019).
Allo stesso tempo l’impegno dei nostri vertici dovrebbe essere quello di stabilire certezze sia per quanto riguarda il previsto iter scolastico, sia per le competenze e la promozione della figura del geometra nei confronti delle nuove generazioni.

Soltanto verso le 11 e venti del mattino la dott.ssa Paola Celli -vice direttore della Cassa- può prendere la parola.
Accento leggermente romanesco, parlata sciolta e veloce deve recuperare il tempo “rubatole” dal Presidente e quindi illustra tutte le diverse prestazioni, differenziate per età, anzianità contributiva e criteri di calcolo.
Conclude con la raccomandazione di verificare la propria posizione contributiva attraverso l’area riservata del sito, non solo al momento di accedere alla pensione ma anche nel corso della propria vita contributiva.

Da un’assemblea attenta e silenziosa si alzano -poi- alcuni dei presenti per intervenire su diverse problematiche.
Un appassionato intervento chiede che siano ridotte le spese di gestione ed in particolare sia ridotto il numero dei delegati.
Un altro intervento chiede che il cassetto previdenziale di ogni iscritto sia arricchito con il versamento del contributo integrativo.
Le spiegazioni giungono chiare e motivate ai presenti, tutti sollecitati ad approfondire anche i meccanismi di calcolo proprio per garantire una cultura che, se maggiormente approfondita, è in grado di garantire prestazioni che perfino gli iscritti spesso ignorano.