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È solo aria viziata?

Se non conosci l’inglese, usi parole sconosciute senza sapere di cosa parli.
Indoor significa interno, al chiuso, al coperto.
L’aria indoor. È questo l’argomento di cui si parla.
Perché a Taranto restare in casa sarebbe più salutare mentre a Canazei rinunciare all’aria frizzante delle Dolomiti sarebbe una bella occasione persa?
Spalancare le finestre o chiuderle? Cerchiamo di capirlo con il seguente approfondimento.

È solo aria viziata?

Monitorarla, verificarla e purificarla
È SOLO ARIA VIZIATA?
Si chiama IAQ: qualità dell’aria di ambienti confinati

Il Ministero della Salute offre una definizione della qualità dell’aria indoor e ne sottolinea l’importanza per la salute degli esseri umani. La maggior parte delle persone trascorre gran parte del proprio tempo in ambienti confinati, ignorando che sono generalmente più inquinati dell’esterno. Gli inquinanti possono essere di diversa natura ed esistono sistemi per monitorarli.

Con qualità dell’aria indoor -o Indoor Air Quality- si intende la qualità dell’aria di ambienti confinati a funzione abitativa, di lavoro, ricreativa, sociale e sanitaria. In sostanza tutti quegli ambienti chiusi in cui l’uomo trascorre le proprie giornate, con l’eccezione degli spazi industriali a causa delle specifiche attività che vi si svolgono. L’IAQ è di grande importanza perché l’uomo è soggetto a lunghe permanenze in questi luoghi, che se inquinati diventano dannosi per la salute. Basti pensare al tempo che passiamo in un ambiente chiuso: in casa, in ufficio, in banca, al supermercato, a scuola, in un ristorante o in un bar, al cinema…

Da cosa dipende la qualità dell’aria: gli inquinanti indoor
L’aria che respiriamo nei locali chiusi proviene dall’esterno e, anche se filtrata attraverso un sistema di ventilazione controllata, non è detto che mantenga la propria qualità nel tempo. Gli inquinanti nell’aria indoor possono, infatti, avere sia origine esterna, che interna. Si può fare una principale distinzione in merito le sostanze nocive, che possono essere di natura fisica, come il radon o i campi elettromagnetici; di natura biologica, come batteri, funghi, muffe e pollini; o di natura chimica, come i composti organici volatili (VOC) o inorganici (biossido e monossido di carbonio, …).
Quindi, la qualità dell’aria dipende anche dal tipo di attività che si svolge in un locale, dal numero di persone che lo occupano, dai ricambi orari dei volumi di aria, dalla presenza di sostanze inquinanti nei materiali da costruzione o negli arredi (ad esempio emesse da vernici o altri materiali). Dal resto, l’uomo stesso respirando riduce l’ossigeno contenuto nell’aria e contribuisce alla produzione di anidride carbonica, si pensi al classico odore di “aria viziata” spesso percepito in un ambiente chiuso senza un’adeguata ventilazione.
Degli studi hanno dimostrato una correlazione tra l’inquinamento indoor e alcune patologie, principalmente a carico del sistema respiratorio. Tra queste è stata definita la “sindrome da edificio malato”, con l’insorgenza di diversi sintomi di tipo respiratorio, manifestazioni cutanee, mal di testa e affaticamento, legati appunto alla presenza di un edificio non salubre.

Come mantenere la qualità dell’aria indoor
Garantire una buona qualità dell’aria è possibile assicurando una corretta ventilazione ed illuminazione degli ambienti interni. A questo scopo, una buona progettazione può prevedere l’installazione di un sistema di ventilazione meccanico, con un ricambio d’aria forzato e controllato. Questi impianti hanno lo scopo di prelevare l’aria viziata dagli ambienti e sostituirla con aria pulita -adeguatamente filtrata- proveniente dall’esterno. Gli edifici nuovi e ad elevato risparmio energetico sono iper-isolati e impermeabili all’aria, motivo per cui la ventilazione meccanica con recupero di calore, oltre a garantire efficienza energetica, assume un ruolo fondamentale per un corretto ricambio dell’aria.
Altre soluzioni possono prevedere l’installazione di deumidificatori, che rimuovono l’umidità in eccesso nell’aria di un ambiente e lo riportano alle migliori condizioni di benessere, o di purificatori dell’aria, apparecchi in grado di purificare l’aria da diversi inquinanti e particolarmente indicati per chi soffre di asma o allergie. Si tratta di prodotti adatti ad ambienti domestici e ad uffici.

Come monitorare la qualità dell’aria indoor
È probabile che le condizioni di salubrità di un ambiente domestico caratterizzato dalla presenza di un impianto di ventilazione siano generalmente accettabili, in quanto non vi si svolgano particolari attività e non vi sono situazioni di affollamento. Ma in ambienti pubblici, nelle scuole o negli uffici potrebbe essere di maggior rilievo un opportuno monitoraggio della qualità dell’aria interna nell’arco temporale in cui gli ambienti sono in uso. Sul mercato esistono dei sensori per un monitoraggio costante utile all’utente che vive un determinato ambiente. Con questo ultimo sistema è possibile, ad esempio, regolare il sistema di ventilazione nel migliore dei modi e secondo specifiche necessità, garantendo anche un maggior risparmio energetico.
Infatti, installare dei sensori IAQ permette di monitorare costantemente la qualità dell’aria in un ambiente confinato e regolare di conseguenza la ventilazione o emettere un allarme in caso di situazioni critiche. I parametri su cui si basa la misurazione possono essere diversi, i principali sono sicuramente l’anidride carbonica e l’umidità relativa, ma esistono anche dei sensori per il monitoraggio di sostanze quali l’ossido di azoto, il monossido di carbonio, le polveri sottili, i VOC, ecc… Un sistema di controllo è in grado di rilevare ed elaborare i dati e, in caso, di regolare le portate del sistema di ventilazione. Chiaramente, anche nelle condizioni più ottimali, la portata minima di salubrità degli ambienti previsti per legge. Questi sensori “intelligenti” possono eventualmente essere utili all’utente anche per la gestione e la regolazione di altri apparecchi, come ad esempio i purificatori per l’aria citati nel precedente paragrafo.
Tutto ciò per dire come questi sistemi di monitoraggio continuo della qualità dell’aria indoor possano essere considerati sistemi di sicurezza per la salute delle persone, che possono così essere informate e consapevoli rispetto l’aria che respirano.